Un mercato senza emozioni. Sintesi della giornata di ieri

Non c'è stato il colpo ad effetto, la Salernitana ha una rosa incompleta

Salerno.  

Erano le 13:30 di ieri quando rilanciammo una notizia che ha destato immediatamente preoccupazione tra i tifosi: da Milano, infatti, facevano sapere che il mercato in entrata della Salernitana era da considerarsi chiuso e che tutte le trattative erano state messe nel congelatore almeno fino a giugno. Tutti speravamo fosse la classica manovra "alla Fabiani" per depistare la concorrenza e assicurarsi le prestazioni di un giocatore di livello, soprattutto perchè Bollini aveva chiesto rinforzi sia numericamente, sia qualitativamente. E invece quell'indiscrezione si è rivelata giusta: la dirigenza ha lasciato l'albergo milanese già un'ora prima della chiusura dei battenti portando a casa zero acquisti, con Lotito impegnato per la sfida di coppa Italia tra la sua Lazio e l'Inter di Pioli. E' vero, c'è ancora un posto libero nella casella degli over e, teoricamente, la Salernitana potrebbe attingere dal mercato degli svincolati, ma se in un mese non si è avuta la voglia o la possibilità di rinforzare la rosa, sembra difficile immaginare che lo si faccia a febbraio, per buona pace dell'allenatore.

Le 48 ore milanesi di Fabiani sono state ravvivate soltanto dai casi Schiavi e Zito. Il primo, richiesto da mezza serie B, è rimasto soprattutto perchè in pochi potevano permettersi il suo ingaggio oneroso, troppo oneroso per un calciatore che ora va recuperato mentalmente e che, in teoria, può essere ancora molto utile alla causa. Il secondo, invece, era ad un passo dalla Ternana, ma poi ha deciso di restare per il suo legame con la tifoseria, ma anche per il mancato accordo economico con la dirigenza umbra, tra le più attive del mercato invernale. Crimi? Una chiacchierata informale tramutatasi in trattativa tra le 17 e le 18, quando il giocatore è stato liberato dal Palermo e "scaricato" dal Carpi. Sembrava fosse la volta buona, ma la strategia societaria è chiara e difficilmente si acquistano cartellini di calciatori sotto contratto con altri club. E' accaduto con Odjer, unico caso in quasi 6 anni. Ora si dirà che il vero colpo è aver trattenuto i big: in parte è vero, a patto che Donnarumma sia rimasto con entusiasmo e non controvoglia pensando al contratto più che alla maglia. Ma per un acino di sale si rischia di buttare la minestra. Stavolta sarebbe bastato veramente poco per puntare più in alto. Forse non era quello il reale obiettivo di Lotito.

Gaetano Ferraiuolo