Per la prima volta, in sala stampa, si era lasciato andare a qualche dichiarazione meno diplomatica ammettendo che "le altre si stanno rinforzando, anche numericamente dobbiamo migliorare perchè il campionato è lungo e nasconde tante insidie. Sono qui da due mesi, la società sta vedendo questa squadra da un anno e mezzo: immagino sappiano meglio di me cosa serva per migliorare la Salernitana". Nulla di quanto ha detto il mister è accaduto: un solo under in più in rosa, centrocampo inalterato, zero centrali difensivi acquistati pur essendo, i granata, tra le peggiori difese del campionato. Se poi Coda e Donnarumma dovessero avere la febbre in contemporanea, viene difficile immaginare che Joao Silva possa garantire gol a grappoli e sopperire a una lacuna che, a nostro avviso, riguarda anche il reparto offensivo, seppur con preoccupazioni minori.
Da buon aziendalista e da professionista intelligente, Bollini non lo ammetterà mai, ma da questo mercato probabilmente si aspettava qualcosa in più. La dichiarazione in merito è facilmente leggibile, proviamo ad anticiparla noi: "Devo allenare la rosa che ho a disposizione traendo il massimo dai calciatori in organico, siamo una buona squadra che deve crescere pensando al collettivo e non all'individualità". Anche il mister ha comunque inciso nelle scelte; suo il placet per le partenze di Franco e Caccavallo, sua la volontà di cambiare portiere dopo il girone d'andata così e così di Terracciano, suo il veto alla partenza di Improta, calciatore che a Bollini piace e parecchio. Ora tocca a lui far esprimere al massimo una squadra forte, ma incompleta: basterà il rientro di Odjer per colmare un vuoto a centrocampo?
Gaetano Ferraiuolo
