La vittoria di Carlo Tavecchio è stata ridefinita come la vittoria di Claudio Lotito che, come noto, ha sempre appoggiato l'attuale presidente federale elogiandolo per l'ottimo lavoro svolto in questi anni. Emblematiche le sue parole nell'ultima conferenza stampa salernitana: "Mi sembra che i fatti diano ragione a Tavecchio, il suo programma ha permesso all'Italia di rilanciarsi e di migliorare la propria immagine anche in Europa. Il progetto futuro è ambizioso, ci vorrà del tempo per realizzaro, ma ritengo abbia la capacità per portare a termine il suo compito nel migliore dei modi. Salvaguarderà i veri valori dello sport, darà spazio ai giovani, al calcio femminile e a tutta una serie di iniziative utili a coinvolgere i tifosi". La domanda, però, è lecita: siamo certi che la vittoria di Tavecchio "favorisca" la Salernitana? Abodi, che ha perso per una percentuale davvero minima complice anche lo schieramento opposto da parte dell'AIA, aveva annunciato ai nostri microfoni la volontà di ridiscutere l'attuale normativa sulla multiproprietà restringendo le limitazioni ai parenti di primo grado. In quel caso, Mezzaroma avrebbe proseguito il suo percorso alla guida della Salernitana in caso di promozione in serie A.
E ora? La situazione è incandescente ed è bene ricordare che la Salernitana sta già usufruendo di una sorta di proroga. Ai tempi della serie D, con Tavecchio presidente della LND, si era detto che Lotito e Mezzaroma dovevano cedere la società in caso di partecipazione ad un campionato professionistico, poi fu attuata una deroga "perchè Lazio e Salernitana militano in due categorie diverse". La sensazione è che una soluzione si troverebbe, ma allo stato attuale nel programma di Tavecchio le priorità sono ben altre e le proviamo a sintetizzare così:
SERIE A sempre a 20 squadre, con sole due retrocessioni e maggiori introiti per i club militanti nelle categorie inferiori. In realtà non è da escludere una riforma, con il passaggio a 18 squadre, due retrocessioni e l'obbligo di avere in rosa un certo numero di under italiani o provenienti dal settore giovanile, Maggiore spazio agli stage della Nazionale italiana
SERIE B a 20 squadre entro tre stagioni (due promozioni e tre retrocessioni), con play off e play out
LEGA PRO a 40 squadre entro tre/quattro stagioni (divise in due gironi da 20), da attuare con blocco ripescaggi nei primi due anni, nel terzo anno aumento retrocessi o meno promozioni dalla D. Sempre in Lega Pro ci sarebbero le cosiddette squadre B, come richiesto dai più importanti club militanti in serie A. Favorevoli, ad esempio, la Juventus e il Napoli, società non propriamente in ottimi rapporti con Lotito.
Gaetano Ferraiuolo
