Mercoledì 15 febbraio, ore 21. Un impressionante boato desta dal torpore la città di Salerno, un po’ in tutte le zone più popolose: da Pastena a Torrione, da Mercatello alle vie del centro, senza dimenticare una provincia sempre molto appassionata di calcio e che segue le vicende sportive con amore e grandissima attenzione. Peccato, però, che in contemporanea non giocasse la Salernitana, ma i cugini e rivali del Napoli, impegnati negli ottavi di finale di Champions League contro il Real Madrid. Quando Insigne ha gonfiato la rete ammutolendo il “Santiago Bernabeu”, una parte della nostra città si è trasformata in una succursale dello stadio San Paolo, un’esultanza che ha acceso il dibattito su un web diviso ormai in due fazioni: da un lato i tantissimi tifosi granata che, in nome di un enorme senso di appartenenza, ribadiscono che Salerno è e resterà sempre al fianco della Salernitana, dall’altro numerosi sportivi che invitano tutti a mettere da parte il campanilismo e a sostenere le squadre italiane quando giocano contro le big europee.
Il dibattito è acceso, la riflessione è inevitabile: rispetto al passato, sono davvero aumentati esponenzialmente i salernitani che tifano per il Napoli? Una riflessione che toccherebbe anzitutto alla società di Lotito e Mezzaroma che, pur avendo conquistato risultati strepitosi in poco tempo a suon di investimenti, non è mai riuscita ad avvicinare in pieno il territorio alla prima realtà calcistica cittadina. “Le nuove generazioni, cresciute con due fallimenti e con la serie D, non si sono innamorate né della Salernitana, né del cavalluccio marino ed è fondamentale recuperarle portandole allo stadio” ha detto più volte in merito il presidente del CCSC Riccardo Santoro, tra i primi ad intuire che Salerno non era più innamorata come una volta. Oggi, è un dato di fatto, i giovanissimi si esaltano per le prodezze di Higuain, per i gol di Mertens, per le parate di Handanovic e per le giocate di Salah, ma non conoscono Coda, Donnarumma, Gomis e Terracciano. Alla società il compito- obbligatorio- di mettere in campo qualsivoglia iniziativa atta a riportare tutti dalla parte dei granata, ai tifosi di vecchia data quello di trasmettere il proprio sentimento a figli e nipoti in nome di “quel sentimento che si tramanda di padre in figlio”, per parafrasare un motivetto molto in voga in curva Sud.
“E’ vergognoso che a Salerno si esulti per i gol del Napoli”, “Noi non siamo napoletani, Salerno è nata e morirà granata” e “Salernitani doppiofedisti la rovina di questa città” tre dei pensieri più gettonati sul web, con dibattiti a distanza con alcuni tifosi del Napoli che, al contrario, ritengono “legittimo che i salernitani si innamorino degli azzurri perché la vostra squadra non arriverà mai a questi livelli”. Non è la prima volta che si verifica un episodio del genere. In passato, con frequenza, soprattutto quando il Napoli giocava in Europa il seguito a Salerno era importantissimo, con veri e propri raduni nei bar e nei locali cittadini. Fece discutere il boato liberatorio di 150 tifosi granata quando il Chelsea mandò a casa gli azzurri nella stagione 2011-12, con il Salerno Calcio mestamente in serie D finanche scippato dei segni distintivi. “Invidiosi e frustrati” si leggeva sulle pagine dedicate alla tifoseria partenopea, “Fieri di essere antinapoletani” la risposta ironica degli internauti di fede granata.
Episodi di intolleranza anche quando in provincia hanno inaugurato club dedicati al Napoli. A Pontecagnano furono esposti numerosi striscioni di dissenso e la sede fu imbrattata con scritte offensive e fango, in altri paesi un eloquente “A Salerno solo la Salernitana” ha reso perfettamente l’idea su quello che fosse il prevalente sentimento popolare. A Capaccio la sede del Napoli Club fu decorata con tanti cavallucci marini, qualche teppista andò oltre incendiando la bandiera azzurra e costringendo i soci a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Storia di un’antica rivalità, storia di un derby che ogni anno si gioca anche lontano dal campo. In attesa di tornare al San Paolo e di rivivere l’emozione di Lazzaro al 94’, i salernitani puntano il dito contro….i salernitani che hanno tifato per il Napoli. Chi ha ragione?
Gaetano Ferraiuolo
