Ceccarelli:"Salernitana-Verona, che emozione". Su Mandorlini..

l difensore dell'Entella: "Breda grande uomo, ci parla spesso del pubblico dell'Arechi"

Salerno.  

Durante la trasmissione "Granatissimi" curata dal giornalista Maurizio Grillo, condotta da Giovanna Di Giorgio e in onda ogni martedì su Otto Channel, è intervenuto telefonicamente il difensore della Virtus Entella Luca Ceccarelli che, con grande simpatia e disponibilità, ha risposto alle domande degli ospiti in studio:

Che rapporto avete con Breda?

"Il mister lo conoscete meglio di me, è una persona leale, corretta, eccezionale. Ha un grande pregio: riesce a trasmettere serenità a tutti i componenti della squadra, anche chi gioca di meno si sente parte integrante di questo progetto. Anche il nostro pubblico, pur non numeroso come quello di Salerno, sta imparando ad apprezzarlo”. 

Giocare davanti a 2000 spettatori è uno svantaggio o, paradossalmente, vi aiuta a scendere in campo con meno pressione?

“Ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti, con un pubblico che si faceva sentire e che ci dava una grossa spinta. E' un'arma a doppio taglio: quando le cose vanno bene è l'uomo in più, viceversa c'è una pressione che può incidere negativamente. Il nostro gruppo è composto da elementi esperti che, a prescindere dal tifo, riescono a trascinare i più giovani, siamo stati bravi a fare un buon campionato al di là della componente ambientale. Certo, a Salerno quella curva può determinare tanti risultati”.

Quale obiettivo vi siete posti per questa stagione?

“L'anno scorso ci sono sfuggiti i play off per un solo punto, quest'anno sarebbe bello migliorare il piazzamento della passata stagione e entrare nella storia. Abbiamo un presidente molto ambizioso, che ci mette nelle condizioni migliori per lavorare. Ora ci aspettano due partite casalinghe consecutive e vorremmo approfittarne, pur rispettando tantissimo Salernitana e Cesena che valgono molto di più dell'attuale posizione di classifica”. 

In B quanto conta il fattore campo?

“Tra le mura amiche abbiamo perso soltanto tre partite nell'ultimo anno e mezzo, a prescindere dal poco seguito i numeri casalinghi sono importanti e parlano chiaro. Come ho detto prima, ho avuto la fortuna di giocare in piazze calorose e la differenza si sente, nelle partite decisive si può parlare davvero di dodicesimo uomo in campo e di arma in più. Qui giochiamo senza pressioni e ciò permette ai giovani di crescere, possono sbagliare senza subire il contraccolpo psicologico”. 

Ti aspettavi una Salernitana così in basso in classifica?

“La Salernitana ha una buona rosa, ricca di ottime individualità. Nel girone d'andata non è riuscita a giocare da squadra, ma credo che il cambio di allenatore abbia consentito di trovare la quadratura del cerchio. Nel suo complesso è una squadra temibile, conosco benissimo Alessandro Rosina. Con un filotto di risultati importanti si potrebbero riaprire discorsi che, ad oggi, probabilmente sono stati accantonati. Non sarà facile agganciarsi al treno play off, ma vincendo 3-4 partite di fila...”. 

Angolo amarcord: eri in campo in quella famosa sfida tra Salernitana e Verona, con Breda seduto sulla panchina granata...

“Ogni tanto col mister ci scherziamo ancora, per lui è ancora una ferita aperta mentre per me è un ricordo straordinario. Fu il riscatto dopo il ko con il Pescara, quell'anno partimmo malissimo, ma disputammo un play off straordinario, credo che la promozione fu meritata. Nella finale di ritorno l'Arechi era infuocato, un muro umano contro di noi: undici contro tutti, perdemmo 1-0, ma andammo lo stesso in serie B. Mandorlini? Preso dal momento e dalla tensione si è lasciato andare a qualche frase in più che non ci stava, ma personalmente rimane una sfida emozionante che ho avuto la fortuna di giocare, vincendola”. 

Breda vi parla mai della sua esperienza a Salerno?

“Ci racconta spesso della vittoria del campionato di serie B, ci parla della spinta incredibile di una piazza che si fece coinvolgere al 100% da quel gruppo. Si capisce che ha vissuto anni importantissimi sia sul piano sportivo, sia su quello umano. E' bello quando un mister ti trasmette determinate emozioni, lui in questo è molto bravo”.

Gaetano Ferraiuolo