4 anni fa la festa col Poggibonsi nel ricordo del Siberiano

In 10mila celebrarono il ritorno dei granata in Prima Divisione, coreografia da brividi

Salerno.  

Un pomeriggio speciale, una domenica di festa in presenza di famiglie, bambini, donne, giovani tifosi, gruppi organizzati e di quegli ultras che, anche in D, avevano seguito la squadra del cuore con passione ed entusiasmo sposando a scatola chiusa il nuovo corso societario. La Salernitana, già matematicamente promossa in Prima Divisione, esattamente 4 anni fa ospitava il Poggibonsi in un Arechi gremito da oltre 10mila spettatori e che celebrò nel migliore dei modi il ritorno dei granata nel calcio che conta dopo due anni di inferno. Una cavalcata trionfale, resa possibile non solo dagli investimenti di Lotito e Mezzaroma e dalla bravura di Massimo Mariotto, ma anche dal sostegno incessante di 3-4mila innamorati a prescindere che costituirono il valore aggiunto in casa e in trasferta. Più che la promozione in sè, Salerno festeggiava la fine di un incubo chiamato dilettantismo, quando la prima realtà calcistica cittadina si ritrovò scippata della sua storia a battagliare su campetti polverosi sin lì sconosciuti al popolo granata. La curva Sud riuscì a dare spettacolo, cogliendo l'occasione per ricordare chi non c'era più attraverso una maxi coreografia raffigurante la città di Salerno, ma soprattutto i volti di Carmine Rinaldi, Enzo, Ciro, Peppe e Simone, cinque angeli granata scomparsi troppo presto e che resteranno per sempre nei cuori della gente.

"Grazie Salerno" il pensiero unanime di calciatori, presidenti e staff tecnico, mentre il Sindaco Vincenzo De Luca ammirava con commozione lo spettacolo offerto all'Arechi spiegando a Lotito quanto quel successo potesse essere soltanto l'inizio della rinascita granata. Neanche l'iniziale svantaggio e l'espulsione di Guazzo spensero l'entusiasmo della gente, in 10mila cantarono a squarciagola per 95 minuti spingendo in rete il pallone del pareggio: cross di Capua, stacco perentorio di Ginestra e 1-1 finale che consentì alla Salernitana di festeggiare anche il matematico primo posto per buona pace dell'ostico Pontedera. Un pomeriggio bellissimo, una domenica da incorniciare e che regalò emozioni fortissime e che sembravano sopite: dopo due fallimenti di fila, Salerno ritrovava la dignità sportiva persa per colpe altrui. Se oggi si sognano i play off, molto lo si deve anche al successo del 2012-13...

Gaetano Ferraiuolo