Ricordate quell'inchiesta denominata Dirty Soccer che nel 2015, secondo qualcuno, avrebbe dovuto rovinare la festa alla Salernitana? Tanti organi di informazione anche nazionali si concentrarono su presunte partite combinate dai dirigenti granata sbattendo il mostro in prima pagina senza alcuna prova e sporcando l'immagine di una tifoseria che quella promozione l'aveva sudata sul campo. L'avvocato Leonzio Capobianco, intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi in rete", scelse la nostra redazione per fare definitivamente chiarezza svelando parte del contenuto del confronto con la Questura di Catanzaro che seguiva le indagini, una chiacchierata utile a tranquillizzare una società che, convinta di aver operato nel giusto, non intese neanche dissociarsi attraverso un comunicato. A distanza di due anni, ecco la sentenza definitiva: nessuna combine da parte dei calciatori granata (ma su questo non sussisteva dubbio alcuno), solo una gara è stata oggetto di sanzioni ed è quella contro il Barletta.
Stando al comunicato pubblicato sul sito della FIGC, si legge che soltanto alcuni calciatori pugliesi avrebbero giocato appositamente per perdere quella partita, sebbene in Italia diverse agenzie di scommesse non l'avessero inserita nel palinsesto ufficiale. Ecco uno stralcio del comunicato: "Prodigandosi per la realizzazione della combine, Bellini, già impegnato a combinare altra partita di calcio (Salernitana > Barletta), il 25 aprile alle ore 10.26 chiama Casapulla, intrattenendosi in una conversazione telefonica della durata di 12 minuti e 54 secondi. Nel corso della telefona, Bellini manifesta a Casapulla l’intenzione di abbinare in un’unica scommessa il risultato certo di Salernitana > Barletta a quello di Vigor Lamezia > Casertana. In particolare, Casapulla, attraverso un linguaggio neanche troppo criptico, dopo aver rassicurato Bellini sulla percentuale di riuscita della combine relativa alla partita Salernitana > Barletta, approfitta per chiedergli informazioni sullo stato di altra combine in corso, quella relativa alla partita Vigor Lamezia > Casertana, domandandogli se fosse sicuro e ricevendo al riguardo rassicurazioni da Bellini.
Mal si cela, nella conversazione in questione, la partecipazione e, comunque, la complicità alla combine da parte dei due, soprattutto nella parte in cui Casapulla chiede a Bellini se il suo riferimento “là” (evidentemente alludendo alla società Vigor Lamezia) fosse Maglia (direttore sportivo della Vigor Lamezia), ricevendo come risposta dal suo interlocutore che il suo referente era il “Presidente” (verosimilmente alludendo a Claudio Arpaia, presidente della Vigor Lamezia). omissis Casapulla: secondo me Bellini: lo so, lo so ma lo so Casapulla: per me al 100%, ma tu quell’altra che mi dicevi era quella tua? Bellini: si, si Casapulla: eh! Va be, ma quella è scritta comunque no? 21 Bellini: si Casapulla: eh!.. capito.. quindi.. e non lo so e.. non so che dirti, ma scusa ma ora tu il riferimento tuo la chi è? Maglia? Che ti dice ste cose? Bellini: no, no, è il presidente, il presidente Casapulla: ah
La domanda di Casapulla rivolta a Bellini, pur velata attraverso l’adozione di un linguaggio convenzionale e criptico, “ma tu quell’altra che mi dicevi era quella tua”, sembra verosimilmente alludere alla partita della Vigor Lamezia > Casertana, prevista per il medesimo giorno in cui doveva disputarsi la partita Salernitana > Barletta, con riferimento alla quale, peraltro, pure il TFN ha affermato la responsabilità del sig. Salvatore Casapulla. Il colloquio telefonico intercorso tra i due dimostra che Casapulla fosse a conoscenza dei movimenti del suo interlocutore Bellini".
Il comunicato integrale si può leggere sul sito della FIGC. La domanda, però, è lecita: chi risarcirà i tifosi granata per il danno di immagine e la diffamazione? All'epoca l'avvocato Gentile preannunciò battaglia, un gruppo di tifosi portò avanti un'azione legale e capiremo oggi se sarà dato un seguito. La certezza, però, è che la Salernitana i suoi campionati li vince esclusivamente sul campo.
Gaetano Ferraiuolo
