Ancora una volta la Salernitana e la sua splendida tifoseria hanno inteso regalare una serata di gioia a un bambino sfortunato e che, da un anno a questa parte, si è ritrovato a giocare la partita più importante. Il piccolo Samuele ha vissuto un paio d'ore all'insegna della spensieratezza e di quel sorriso che sembrava aver perso quando il destino, a dicembre scorso, decise di fare irruzione nella sua vita mettendo seriamente a repentaglio un futuro ancora tutto da scrivere. Neanche la parola "leucemia" ha spento il cuore dei suoi genitori, uniti più che mai per riaccendere la fiammella della speranza, per lanciare un messaggio di forza al loro piccolo e amatissimo figlio. Già qualche mese fa, in occasione della sfida contro la Virtus Entella, calciatori, staff tecnico e dirigenti avevano trascorso qualche ora con lui donandogli una maglietta ufficiale e dandogli appuntamento a Salerno in occasione della prima partita casalinga del nuovo campionato.
Il padre: <<Invito tutti a visitare i reparti di pediatria: la vostra vita cambierà>>
Detto, fatto. In campo, insieme all'arbitro e ai ventidue calciatori, ecco il bellissimo Samuele,emozionato e applauditissimo da tutta la tifoseria granata e anche dai trenta irriducibili assiepati in curva Nord. La Sud è stata encomiabile:non solo uno striscione di incoraggiamento, ma anche la possibilità di salire sulla balaustra e di lanciare qualche coro, un momento toccante che ha permesso a tutti di riconciliarsi con i veri valori della vita e dello sport. <<Ringrazio di cuore il pubblico salernitano e la società granata, senza nessun tipo di speculazione hanno deciso di regalarci una serata magica.Se mio figlio oggi sta meglio è anche grazie a chi ci ha sempre sostenuto. Lancio un messaggio a chi convive con questi drammi: non arrendetevi, lottate fino alla fine! Cari giovani,la vita è bella: vi invito a fare una passeggiata nel reparto di pediatria, con tanti bambini malati di tumore>> ha detto il padre ai nostri microfoni visibilmente commosso. Un messaggio che non possiamo non condividere.
Gaetano Ferraiuolo
