Cuore, grinta, carattere: Salernitana, va bene così!

Qualche errore difensivo, ma anche tante note positive. Il pubblico l'arma in più. Bollini...

Salerno.  

Diciamo la verità: due punti in due partite rappresentano un bottino abbastanza magro, anche perchè la Salernitana ha affrontato due squadre nettamente alla portata e che, almeno sulla carta, non costituivano ostacoli insormontabili. Per le prestazioni offerte, del resto, i ragazzi di Bollini avrebbero meritato qualcosina in più, soprattutto contro una Ternana coraggiosa, volenterosa, sbarazzina, ma che ha capitalizzato al massimo le uniche occasioni costruite nell'arco di una gara in cui la Salernitana, spinta da un pubblico come sempre determinante e appassionato, avrebbe ampiamente meritato la vittoria. Partite del genere, però, spesso nascono male e finiscono peggio e così, quando il tuo miglior giocatore fa autogol e un minuto dopo colpisci una traversa clamorosa, forse è meglio accontentarsi del pareggio e guardare immediatamente alla sfida successiva senza troppi rimpianti.

Cosa ha detto il pareggio con la Ternana? Tante cose. Anzitutto, almeno per adesso, i fatti smentiscono Bollini. La difesa, ritenuta in teoria un punto di forza, continua a palesare diversi limiti, mentre il reparto offensivo, pubblicamente considerato una "scommessa", ha già segnato 8 gol in 4 gare ufficiali. Un plauso, dunque, a Riccardo Bocalon: fame, cattiveria agonistica, giusta dose di ambizione, umiltà, voglia di apprendere e quella voglia matta di emergere in categoria che vale molto di più di calciatori dal cognome pesante, ma a fine carriera e senza grossi stimoli. Neanche il tempo di far prendere fiato ai soliti tifosi social che rimpiangono chi è andato via che l'ex Alessandria ha preso per mano l'attacco granata segnando una pregevole doppietta, mica male per chi è stato etichettato da qualcuno come "il classico attaccante che segna solo in Lega Pro".

Con un pubblico così ci si può davvero divertire

Nel complesso, al di là dei singoli, la Salernitana è piaciuta per la sua voglia di non arrendersi, per quel carattere che l'ha sempre contraddistinta tra le mura amiche e per una discreta organizzazione di gioco. Tanti cross dal fondo, almeno dieci tiri verso la porta avversaria, continue sovrapposizioni dei terzini (a proposito, per ora Pucino non si è dimostrato superiore nè a Perico, nè ai partenti e mai rimpianti Laverone e Bittante), inserimenti dei centrocampisti e tiri dalla distanza, concetti sui quali l'allenatore sta battendo ormai da un anno. E' evidente, però, che sacrificare giocatori bravi sull'altare del 4-3-3 è un rischio che questa Salernitana non può proprio permettersi: sicuri che il 4-4-2 non sia il modulo più congeniale, piazzando due "mastini" davanti alla difesa e permettendo al centravanti di avere un punto di riferimento al suo fianco? Rossi sta dimostrando di essere bravo, Rodriguez ha fatto bene in categoria: a Bollini il compito di plasmare il materiale umano a disposizione nel migliore dei modi.

Le prospettive? Presto per dirlo, il doppio confronto Carpi-Pescara potrebbe fornire indicazioni ulteriori. 7-8 squadre sono nettamente superiori alla Salernitana, questo è fuori discussione. A volte, però, la fame, l'organizzazione e l'unità d'intenti possono fare la differenza più dei grandi nomi. Se l'Arechi sarà sempre quello degli ultimi 20-25 minuti, sarà dura per tutti portare punti via da Salerno. Al resto dovrà pensare la società, assente sugli spalti, in parte criticata per aver investito cifre "normali" rispetto alle passate stagioni e che dovrà doverosamente alimentare un entusiasmo latente. C'è chi si lamenta della maglia (che proprio granata non è), chi si aspetta altri rinforzi (se arriva Rizzo è un bel tassello per la mediana) chi ancora vive l'annata con fiducia sognando i play off. Per ora facciamo questi altri 48 punti per stare sereni, poi l'appetito vien mangiando...

Gaetano Ferraiuolo