La tattica: non convincono i cambi, ma quante occasioni!

Con Perico a destra maggiore equilibrio, Rossi fuori ruolo

Salerno.  

Prima sconfitta in campionato per la Salernitana, a cospetto di un Carpi che deve vittoria e primato principalmente agli episodi fortunati e alla solidità difensiva piuttosto che a un lavoro tattico di qualità svolto dal suo allenatore. Se è vero che Calabro, soprattutto nella ripresa, ha avuto il merito di ridisegnare la squadra alzando i tre difensori centrali per non far ragionare Bocalon e per tenere Rodriguez lontano dall'area di rigore avversaria, è altrettanto vero che i biancorossi sono stati graziati dalla giornata negativa del reparto offensivo granata, sterile e quanto mai impreciso negli ultimi 16 metri. Solo i miracoli del portiere Colombi e la scarsa freddezza di Gatto, Minala, Bernardini e Rodriguez hanno permesso ai romagnoli di mantenere la porta inviolata e di custodire l'inatteso e immeritato primo posto, probabilmente momentaneo in virtù del gioco prevedibile e poco brioso messo in mostra in quest'avvio di stagione, molto simile a quello dell'era Castori.

Ottimo primo tempo, Ricci mezz'ala non convince ancora

La Salernitana è riuscita dunque a creare dieci occasioni da gol a cospetto della miglior difesa del campionato, non poco per chi gioca in trasferta e deve fare a meno non solo di Rosina e Orlando, ma anche di Sprocati, a mezzo servizio e costretto a mordere il freno per un tempo. Cosa si può dire a un allenatore quando la sua squadra non segna a porta quasi vuota? Teoricamente nulla, ma alcune scelte hanno destato qualche perplessità. Il 4-3-3 iniziale, con i suoi interpreti, aveva reso quasi alla perfezione, almeno fino alla rete di Malcore: con Perico la Salernitana non ha corso nessun pericolo sulla destra e l'ex Albinoleffe ha anche provato a spingere più del solito, Minala in mediana riusciva a chiudere la linea di passaggio avversaria trasformando l'azione da difensiva a offensiva svariando su tutto il fronte e aprendo il gioco sia a destra sia a sinistra con disinvoltura, Odjer si inseriva senza palla a ridosso dell'area di rigore del Carpi calciando e crossando sul secondo palo, buona anche qualche combinazione tra Rossi e Gatto agevolata dalla bravura di Bocalon nell'attirare su di sè l'attenzione di due centrali biancorossi. 

L'1-0 è stato casuale, frutto di un errore nel pressing della Salernitana (ma l'azione è viziata da fallo su Gatto), di un'errata interpretazione difensiva di Bernardini e Tuia e della bravura di Malcore, sebbene qualcuno abbia beccato Radunovic per essere rimasto a metà strada senza  leggere in anticipo l'azione come accaduto, ad esempio, nella ripresa su una situazione analoga e ben disinnescata dall'ex Avellino. Pur con meno qualità e lucidità, la Salernitana del primo tempo aveva convinto, era stata padrona del centrocampo pur sacrificando un Ricci che, mezz'ala nel 4-3-3, sta faticando tanto. La contraddizione tattica si è avuta ad inizio ripresa, quando Bollini ha deciso di passare al 4-2-4 togliendo Rossi e Ricci proprio quando potevano agire nel loro ruolo naturale: i granata si sono schierati con Sprocati e Gatto esterni, Rodriguez e Bocalon al centro, Odjer e Minala a far legna e la difesa più alta e meno avvezza all'uno contro uno in fase di non possesso.

La Salernitana ha inevitabilmente perso il centrocampo, perchè Odjer e Minala (monumentali) non avevano la capacità di smarcare gli attaccanti, mentre Gatto e Sprocati tornavano pochissimo lasciando praterie sconfinate a un Carpi pericoloso quasi esclusivamente sulla sua destra anche grazie alla giornata no di Bernardini, ma anche di Vitale, stranamente impreciso nei cross e mai propositivo. L'unico vero pericolo arrivava dalla bandierina, con il palo di Perico che grida ancora vendetta, mentre il tiro alle stelle di Rodriguez scaturiva da un'azione confusa, rifinita da Bernardini nell'inedita veste di regista. Solo la prova mediocre di Mbakogu non permetteva al Carpi di chiuderla, nel finale la Salernitana spingeva ancora di più con il positivo ingresso di Pucino a destra in luogo di Tuia. Giusto il tempo per vedere Gatto calciare in fallo laterale a porta spalancata che l'arbitro rimandava tutti negli spogliatoi: sconfitta ingiusta, ma la difesa continua a ballare e l'attacco non punge in trasferta. Urge inversione di tendenza per non vivere la terza stagione di sofferenza e anonimato..

Gaetano Ferraiuolo