Galderisi, Somma, Perrone: quando la panchina scotta...

Remake Salernitana: dal tormentone del "manico" agli esoneri in diretta tv

Salerno.  

Le dichiarazioni del direttore sportivo Angelo Fabiani rilasciate in esclusiva alla redazione di Otto Channel durante la trasmissione Derby in onda sabato sera avevano un duplice scopo: far capire a calciatori e staff tecnico che la maglia granata è una cosa seria e che trovare continuamente alibi e giustificazioni non aiuterà certamente a lavorare sugli errori. Certo, qualcuno fa bene a sottolineare che è prematuro mettere in discussione l'allenatore e che sono passati appena 270 minuti, nei quali obiettivamente la Salernitana ha raccolto almeno 3 punti in meno di quelli che avrebbe meritato. Con i se e con i ma, però, non si costruiscono le classifiche e arrivare alla sfida con il Pescara già a ridosso della zona rossa non aiuterà certo l'ambiente e gli stessi giocatori. A rincarare la dose è stato il presidente Claudio Lotito intercettato dai colleghi del quotidiano "Il Mattino", uno sfogo in piena regola che non ha scalfito più di tanto il trainer granata che, ormai, conosce bene il patron e andrà avanti per la sua strada per nulla infastidito e convinto di aver sempre agito con professionalità e per il bene comune.

La conferenza pre Venezia non è piaciuta alla proprietà

Non è la prima volta, tuttavia, che la società bacchetta gli allenatori pubblicamente. Se da un lato Sannino e Torrente hanno goduto di fiducia illimitata anche quando il ribaltone sembrava inevitabile, dall'altro ci sono stati tecnici che non hanno fatto neanche in tempo a sedere sulla panchina e ad ambientarsi. Il caso Galderisi è emblematico. Dopo la prima partita di campionato, dominata dalla Salernitana e persa quasi esclusivamente per errori arbitrali grossolani, il patron intervenne in diretta televisiva annunciando la volontà di cambiare guida tecnica e invitando il mister a cambiare moduli e atteggiamento tattico. Preludio all'esonero consumatosi 180 minuti più tardi, con la Salernitana ultima in classifica e un gruppo particolarmente nervoso.

Anche il povero Perrone, dopo due anni di idillio, non si è sottratto alla furia del patron che, evidentemente, non gli perdonò la "fuga" pre partenza per il ritiro. Il tecnico laziale ereditò una situazione complessa e una squadra incompleta, ma dopo ogni sconfitta ecco il tormentone del "manico" al quale furono date tutte le colpe dimenticando che sia il suo precedessore, sia il suo successore non riuscirono a fare certamente meglio. Perrone fu costretto ad allenare la squadra in un clima surreale dopo il ko di Lecce e dopo la riunione fiume del Mediterranea, quando furono mandati via calciatori e dirigenti e si fece intendere che Perrone restava al suo posto soltanto perchè non era stata trovata una alternativa. Un vero peccato, dal momento che soprattutto umanamente è stato un professionista esemplare a Salerno.

Lo show di Lotito contro il Matera

Somma, invece, non ha neanche fatto l'esordio in campionato ed è andato via per frizioni con la dirigenza e con l'avallo della società. "Ci sono troppe chiacchiere" disse Lotito al tecnico, cui esperienza a Salerno è durata soltanto per due amichevoli estive e una sfida di coppa Italia persa ad Alessandria. La conferenza stampa fiume al Polo Nautico è ancora cliccatissima sul web. Lo stesso Menichini, pur difeso pubblicamente, si è imbattuto nella rabbia di Lotito: come dimenticare lo show del patron in tribuna durante la sfida con il Matera, con il trainer di Ponsacco che commise una serie incredibile di errori sfiorando davvero l'esonero. E' evidente che fare l'allenatore a Salerno è difficile non solo per le pressioni della piazza (che, ad esempio, avrebbe accolto male Inzaghi, che oggi è considerato il top player d'Italia), ma anche e soprattutto per gli umori societari.

Gaetano Ferraiuolo