Se sul campo la prestazione è stata a tratti pessima, in sala stampa le cose non sono andate affatto meglio. Ancora una volta, infatti, il tecnico Alberto Bollini ha parlato di "forza del lavoro", "stima della società" e "occasioni per poter vincere la partita" senza spiegare come mai questa squadra non sia mai riuscita a passare in vantaggio e abbia regalato ancora un tempo all'avversario. Aver sottovalutato la Pro Vercelli- che, in fondo, ha solo 2 punti in meno- significa aver preparato malissimo la partita sul piano psicologico, un elemento che dovrebbe indurre la società a fare delle riflessioni più approfondire senza perdere ulteriore tempo e terreno. Sia chiaro: l'organico, falcidiato anche dagli infortuni, presenta tanta quantità e poca qualità in alcuni reparti, ma i primi 65 minuti del "Piola" sono stati troppo brutti per essere veri, una confusione generale e un atteggiamento remissivo che hanno spinto diversi tifosi a non esultare nemmeno dopo il pareggio di Schiavi giunto, manco a dirlo, su palla inattiva e non attraverso un'azione corale.
La verità è che questo 4-3-3 tutto è fuorchè un 4-3-3: poche sovrapposizioni, nessun esterno in grado di tagliare, mezz'ali non all'altezza dei compiti assegnati (se Ricci è questo siamo a cospetto di uno Sciaudone bis), difesa troppo bassa, terzini che spingono lo stretto necessario, tanti lanci lunghi che non servono assolutamente a nulla. Sarà un caso, ma dopo le stilettate di Lotito la Salernitana ha iniziato anche a giocare male; contro Venezia, Ternana e Carpi si era vista un'identità precisa e i risultati erano stati bugiardi, nelle ultime due partite invece i granata hanno arrancato, faticato più del dovuto e rimontato più con cuore e carattere che grazie all'organizzazione.
Enigma modulo: neanche il 4-4-2 e il 3-5-2 sembrano adatti a questa squadra
La domanda, dunque, è lecita: quale modulo è più congeniale alle caratteristiche dei giocatori in rosa? Secondo Lotito si può giocare con tutti gli schemi, ma le sue parole cozzano con la realtà dei fatti: chi farebbe l'esterno a centrocampo nel 4-4-2? Come si può pensare a una difesa a tre con quattro centrali a disposizione e tutti di piede destro? La sensazione è che anche quest'anno i patron abbiamo acquistato giocatori senza tener conto delle esigenze tattiche di un allenatore che, a questo punto, porta avanti le sue idee pur facendo talvolta confusione. Quanto alla gara, la Salernitana è scesa in campo con Radunovic in porta, linea difensiva a quattro con Perico e Vitale terzini e Schiavi e Bernardini al centro, in cabina di regia esordio per Signorelli, con Minala e Ricci al suo fianco e il tridente Alex, Rodriguez e Sprocati in attacco. L'avvio è stato disastroso, complice soprattutto l'atteggiamento passivo dei tre attaccanti che non pressavano il portatore di palla avversario permettendo al centrale Bergamelli e al regista Vives di avviare l'azione senza alcun problema smistando la sfera a destra e a sinistra grazie ai continui movimenti-incontro degli esterni.
La superiorità numerica in tutte le zone del campo della Pro Vercelli era evidente e solo Radunovic teneva a galla una difesa che faceva acqua da tutte le parti già nei primi secondi del match. Signorelli davanti alla difesa era un uomo in più a favore dei piemontesi: la sensazione è che quando Minala non viene schierato in mediana la Salernitana faccia tremendamente fatica e tenda ad abbassarsi troppo creando un solco tra centrocampisti e attaccanti, costretti a girovagare per il campo a caccia di palloni giocabili e perdendo lucidità negli ultimi 16 metri. Diverse volte il pimpante Alex e Sprocati sono partiti dalla propria metà campo saltando con disinvoltura l'avversario senza mai trovare l'appoggio di una mezz'ala, la sovrapposizione di un terzino o il taglio di Rodriguez, a sua volta impacciato, lento e facilmente marcato dalla retroguardia bianconera.
La nota positiva: la condizione atletica
Il vantaggio della Pro era la logica conseguenza del pessimo approccio dei granata: lancio di Vives, sponda di Raicevic in anticipo su Schiavi (unico errore della sua buona partita), dormita del solito Perico e inserimento perfetto di Firenze per l'1-0, azione studiata in allenamento per stessa ammissione di Luca Fusco. Ancora Radunovic, dopo una dormita di Perico, salvava la sua porta con un miracolo, la reazione granata era tutta in un tiro in curva di Minala dopo una bella giocata di Sprocati. L'infortunio di Alex costringeva Bollini a cambiare uomini e modulo: dentro Rossi per una sorta di 4-3-2-1, con il golden boy scuola Lazio evidentemente lontano dalla porta e mai nel vivo del gioco. Nella ripresa altra sostituzione: dentro Di Roberto, fuori l'evanescente Signorelli e Salernitana in campo con il 4-2-4, 4-4-2 in fase di possesso. Dopo aver sofferto e rischiato tanto per 15 minuti, ecco il pareggio: cross di Vitale, stacco di Schiavi e 1-1 forse immeritato, almeno fino a quel momento.
Favorita da una buona condizione atletica e dal calo fisico dei padroni di casa, la Salernitana per 15 minuti cingeva d'assedio l'area di rigore avversaria creando diversi pericoli. L'occasione più ghiotta capitava sui piedi di Rodriguez che, servito al bacio da Rossi, spediva incredibilmente a lato tra le imprecazioni dei tifosi e dei componenti della panchina. Il finale di gara non regalava alcuna emozione al pubblico presente, con la Salernitana che tornava a casa con l'ennesimo pareggio e tanti punti interrogativi in più. Nonostante un calendario agevole, i granata si ritrovano nelle zone bassissime della classifica e con una involuzione sul piano del gioco. Il rischio di una terza stagione anonima e ricca di enigmi tattici è concreto...
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Gaetano Ferraiuolo
