Prevendita flop, la società deve riavvicinare i tifosi

Rischio fuga dall'Arechi, entusiasmo ai minimi storici: le cause

Salerno.  

E' inutile negarlo: questa Salernitana, almeno per il momento, non tira. I numeri flop della prevendita, del resto, confermano che la tifoseria sta vivendo con preoccupante freddezza la vigilia di una partita fondamentale e che non potrà essere vinta senza il fondamentale ausilio del pubblico. Chi pensa che alla base del distacco generale ci sia il pari di Vercelli si sbaglia di grosso: negli anni precedenti, anche in categorie inferiori, lo zoccolo duro era decisamente più nutrito e l'Arechi offriva sempre un colpo d'occhio di rilievo. La sensazione è che il distacco sia generato da diversi fattori che proviamo a sintetizzare così:

-dichiarazioni di Lotito: ormai lo strappo tra il patron e una parte della piazza è evidente, un vero peccato che un presidente che ha vinto e convinto come lui non sia riuscito a far breccia nel cuore della gente per qualche polemica di troppo

-assenza di iniziative: il "tutti uniti all'Arechi" porterebbe sugli spalti almeno 2000 persone in più in media: medesimo incasso e spettatori aumentati, senza dimenticare che si avvicinerebbero alla Salernitana tanti giovani che, ad oggi, seguono principalmente i top club della A. 

-campagna abbonamenti: code sotto il sole, due sportelli aperti, prezzi alti in relazione alle altre piazze e alle due giornate granata, senza contare che non c'è stata alcuna presentazione ufficiale nè campagna pubblicitaria, nè slogan di accompagnamento

-distacco tra la Salernitana e ll territorio: porte chiuse sempre e comunque, conferenze pre partita filtrate dal sito ufficiale senza contraddittorio, poche iniziative di marketing

-ridimensionamento: tutti si aspettavano il rispetto del progetto triennale, la squadra allestita non è da primissime posizioni

-discorso multiproprietà: purtroppo esiste una frangia di tifosi che resta a casa perchè è convinta- a torto o a ragione- di non poter sognare il salto di categoria a causa di normative che vieterebbero a Lotito e Mezzaroma di proseguire il loro percorso a Salerno. 

E' fondamentale, dunque, ricreare entusiasmo e la storia recente insegna che non basta vincere un campionato o una coppa per avere sugli spalti il grande pubblico. In passato, con Lombardi, nonostante un fallimento certo e le scarse possibilità di andare in B il finale di stagione vide in media 15mila persone accompagnare la Salernitana, senza dimenticare i 30mila di Salernitana-Ascoli e quel Vestuti sempre pieno anche nei 30 anni di anonimato. La passione del popolo granata cova sotto la cenere, bisogna far riesplodere la scintilla: così si rischia di vedere un Arechi sempre più vuoto.

Per leggere le notizie di cronaca clicca qui

Gaetano Ferraiuolo