Limiti e difetti, ma....che cuore questa Salernitana!!!

Il ruggito della Sud, l'esempio di Vitale. Le assenze non potevano essere un alibi.

Salerno.  

Come è umorale il calcio, in particolare in una piazza come Salerno: durante l'intervallo le solite paginette facebook parlavano di disastro, allenatore da esonerare, direttore sportivo in confusione, società da cambiare e retrocessione ormai sicura dimenticando, probabilmente, che questa squadra, al netto di limiti e difetti evidenti dettati anche da un mercato condotto a cifre più basse del passato e con un pizzico di confusione da Lotito, era già stata protagonista di rimonte entusiasmanti. E' accaduto anche stavolta. Merito di una magia di Sprocati, etichettato dai soliti soloni del web come "lo scarto della Pro Vercelli preso a costo zero per risparmiare", ma elemento sempre più determinante e che Bollini ha incomprensibilmente tenuto fuori in nome di quella tattica che ama tanto, ma che spesso ha penalizzato la sua Salernitana. Merito di Vitale che, per aiutare la squadra, si è sacrificato da attaccante, esterno di centrocampo e centrale difensivo, atteggiamento molto professionale e che dovrebbe essere di insegnamento a chi, per motivi di ruolo, ha invece fatto le bizze per un anno intero chiedendo successivamente di essere ceduto. Ogni riferimento a un ex attaccante che ora si è trasferito altrove- non- è puramente casuale.

Gruppo unito, tifosi determinanti. Ma la difesa...

Merito di quei calciatori teoricamente con la valigia pronta e che, pur non giocando benissimo, hanno dimostrato di avere cuore e attributi. Quando Schiavi, perseguitato dalla sfortuna e bersagliato dalla critica, quasi piange dopo il gol del pareggio abbracciando tutti viene lanciato un segnale inequivocabile: il gruppo è unito, ha uno spirito battagliero e sta meritando gli applausi del pubblico. Già, il pubblico. Inutile girarci intorno o scadere nella retorica: senza i suoi mille sudditi, Sua Maestà avrebbe quasi certamente perso. La spinta della curva, il boato della Sud, la carica del popolo granata ha rappresentato il valore aggiunto, il dodicesimo e il tredicesimo uomo in campo in grado di spostare gli equilibri. Proprio per questo lo ribadiamo ancora, a costo di essere noiosi: la società renda l'Arechiil fortino inespugnabile di un tempo, in ogni modo e quanto prima.

Certo, la rimonta e il grande secondo tempo disputato non devono cancellare le critiche costruttive ereditate dalla prima frazione di gioco. Se qualcuno si fosse aggrappato a qualche alibi per le assenze, avrebbe commesso un clamoroso autogol: se in campo giochi con quattro calciatori che fino alla mezzanotte del 31 agosto avevano la valigia in mano e sostituisci Gomis con un giovane di belle speranze senza un portiere esperto alle spalle, tra l'altro dimenticando di acquistare un quinto centrale non puoi meravigliarti se becchi sempre gol e ti ritrovi semrpe ad inseguire. A questa squadra manca come il pane una valida alternativa a Bernardini, perchè lo stesso Tuia non ha mai convinto in pieno e Adejo- sedotto e abbandonato- non è stato rimpiazzato pur avendo avuto a disposizione un altro mese di mercato. La sensazione, inoltre, è che si possa già parlare di bocciatura per Kadi, Asmah e Cicerelli, senza contare che di Rizzo si sono perse le tracce e che Signorelli è lontanissimo dalla forma migliore.

Ora c'è l'Ascoli e c'è il pericolo di giocarla con Iliadis, situazione anomala che poteva essere ampiamente tamponata. Il Radunovic delle ultime gare certo non mancherà più di tanto, ma occhio a bocciarlo prematuramente: è partito maluccio, ma Strakosha dovrà pur aver insegnato qualcosa. C'è da riflettere sul reparto offensivo. Rodriguez sta crescendo e ha giocato più che bene, ma Bocalon è rimasto all'asciutto in sei gare su sette, tra l'altro con una media voto vicina al 5 e una palla gol clamorosa sbagliata sul 2-1 per il Parma. Che alla lunga l'ex Alessandria diventi la terza scelta? A lui il compito di ripagare la fiducia di una società che, visto il pubblico di questa sera, dovrebbe dichiaratamente e senza dubbio puntare alla serie A. Perchè quei tifosi meritano davvero di più!

Gaetano Ferraiuolo