Il pareggio di ieri sera lascia in eredità due certezze: la Salernitana regala puntualmente un tempo all'avversario e inizia a giocare soltanto quando deve rimontare e saltano gli schemi. Pur senza otto potenziali titolari, la squadra ha confermato di essere in possesso di doti tecniche e umane che meriterebbero ben più degli otto punti sin qui collezionati, spesso a cospetto di avversari non certamente superiori e che hanno approfittato di qualche errore anche tattico e di un atteggiamento troppo rinunciatario, almeno sul risultato di 0-0. A Parma mister Bollini ha deciso- anche a cusa delle assenze- di optare per un modulo nuovo, irrobustendo il centrocampo e sacrificando incomprensibilmente Mattia Sprocati, calciatore che sta facendo la differenza da quando è arrivato a Salerno e che ha cambiato radicalmente volto alla gara nella ripresa. Il suo ingresso ha messo in difficoltà due centrali lenti e statici come Di Cesare e Lucarelli, ha permesso a Rodriguez e Bocalon di giocare più vicino alla porta dei ducali e ha favorito le sovrapposizioni di Zito a sinistra e Kiyine a destra, anche perchè il gioco ha risentito pesantemente della lentezza di un Della Rocca totalmente anonimo, ma sul quale il mister continua a puntare a occhi chiusi tra il disappunto generale.
La rosa conferma di essere competitiva anche con 8 assenze
Senza Perico, Tuia, Bernardini, Pucino, Orlando, Gatto, Rizzo e Ricci, la Salernitana ha accantonato il 4-3-3 e il 3-4-1-2 schierandosi così: Radunovic in porta, linea a tre con Mantovani, Schiavi e l'adattato Vitale, Kiyine esterno destro, Zito sull'out opposto, Della Rocca in cabina di regia e Odjer e Minala al suo fianco, con Bocalon e Rodriguez in attacco. Altra esclusione, dunque, per Signorelli, calciatore che avrebbe bisogno di giocare di più per acquisire minutaggio ed energie fisiche. Sull'out opposto 3-4-3 camaleontico per D'Aversa, con Insigne che talvolta fungeva da trequartista per non dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Il primo tempo era tutto o quasi di marca ducale, complice un atteggiamento completamente sbagliato soprattutto da parte dei centrocampisti. Kiyine e Zito, pur generosissimi, faticavano in fase di non possesso e non riuscivano quasi mai a ripartire, con Della Rocca la squadra era cortissima, si abbassava troppo e permetteva al Parma di guadagnare campo e di andare all'uno contro uno sulle corsie esterne, situazione che Bollini avrebbe voluto evitare, ma che si è puntualmente ripresentata in più occasioni. Soprattutto Di Gaudio, sulla sinistra, ha fatto quello che voleva eludendo anche i raddoppi di marcatura, fortuna per la Salernitana che i suoi cross non erano precisi come i suoi dribbling.
Il demerito principale della Salernitana era quello di creare enormi distanze tra i reparti, con Bocalon a vagare per il campo a caccia di palloni giocabili, nessun inserimento senza palla dei centrocampisti e una manovra sterile e prevedibile che permetteva al Parma di attaccare in costante superiorità numerica con precisi passaggi in orizzontale e in verticale. Il solo Minala riusciva ad arginare le giocate di un Dezi mai in partita e contenuto con bravura, mentre Calaiò, almeno per 45 minuti, vinceva il duello con l'amico ed ex compagno Schiavi. Quando non riesci mai a trasformare l'azione da difensiva ad offensiva sbagliando una miriade di appoggi, rischi prima o poi di beccare gol e la Salernitana di è ritrovata sotto ancora una volta su palla inattiva: corner battuto dal Parma, traversone sul secondo palo di Di Gaudio e colpo di testa vincente di Di Cesare, con Radunovic un po' disattento nella circostanza. Il raddoppio ancora su calcio piazzato, tallone d'Achille della gestione Bollini sin dall'anno scorso: azione di facile lettura (ma viziata da un fuorigioco evidente) e gol facile facile di Lucarelli.
Mister, se proprio vuoi togliere Bocalon perchè non mettere Rossi?
Nella ripresa ecco la mossa vincente: fuori Della Rocca (da 4 in pagella), dentro Sprocati e passaggio al 3-4-1-2, atteggiamento tattico che costringeva il Parma a buttare qualche inutile pallone in avanti per il pressing sui portatori di palla da parte dei tre attaccanti, generosissimi e automaticamente poco lucidi al momento della battuta a rete. D'Aversa rispondeva schierandosi a specchio e il suo Parma, in contropiede, sprecata due buone occasioni per chiudere la pratica. Proprio quando il match sembrava ormai destinato a chiudersi con la vittoria dei padroni di casa, ecco la gemma di Sprocati per il 2-1 dei granata che, spinti dal pubblico, sciorinavano un calcio a tratti piacevole e basato più sulle indiscutibili individualità che su una manovra corale. L'ingresso di Di Roberto permetteva agli ospiti di creare a sinistra innumerevoli pericoli anche grazie alla maggiore spinta di Vitale, alla ritrovata qualità di Zito e agli inserimenti di Sprocati. Il 2-2 di Rodriguez era una perla, tutto invalidato dalla bandierina alzata di Intagliata, poi Bocalon sbagliava un gol clamoroso ancora su assist dello strepitoso Vitale. Il pari era nell'aria e Rodriguez era bravissimo a conquistare un rigore e due espulsioni: dal dischetto Vitale non sbagliava e faceva esplodere il settore ospiti.
In 11 contro 9 e con 15 minuti da giocare la Salernitana avrebbe potuto e dovuto osare di più, anche perchè D'Aversa toglieva dalla mischia Insigne e Di Gaudio passando al 4-3-1 con il solo Calaiò in attacco a fare a sportellate con gli attenti Schiavi e Mantovani, cresciuti esponenzialmente con il passare dei minuti. Il mister, però, preferiva accontentarsi togliendo un centravanti (Bocalon) e inserendo Rosina. Inevitabilmente, dunque, ogni qual volta i granata crossavano dal fondo c'era il solo Rodriguez in mezzo a sei maglie biancoblu, come sottolineato con grande sorpresa anche dai cronisti di Sky, convinti che la Salernitana avesse dovuto assumere un atteggiamento diverso. FIniva 2-2 e senza altre occasioni da rete: per come si era messa e in considerazione dell'avversario può andar bene così e quello che è emerso è che tutti i calciatori della rosa possono essere potenziali titolari. Chissà, però, come sarebbe potuta andare senza regalare un tempo, con Sprocati dall'inizio e senza rinunciare a una punta in 11 contro 9...
Gaetano Ferraiuolo
