Flop con lo Spezia, esodo a Parma: quanti tifosi sabato?

Il mondo del tifo diviso in quattro fazioni: ecco la nostra analisi

Salerno.  

La prima vittoria stagionale ottenuta due settimane fa contro lo Spezia ha lasciato in eredità un pesante interrogativo che, in parte, ha rovinato la festa per i tre punti conquistati: come mai l'Arechi presentava tanti spazi vuoti? I motivi del calo di spettatori sono molteplici e sarebbe stucchevole rimarcare ancora una volta che incentivare i giovani attraverso iniziative e avvicinare la squadra al territorio senza isolarsi potrebbe incidere molto di più di un successo sportivo. Del resto, pur avendo vinto tre campionati e due coppe, questa Salernitana non riesce a far breccia nel cuore di un popolo che, in altri tempi, riempiva lo stadio a prescindere e soltanto per il forte sentimento nei confronti dei granata. Oggi, invece, la situazione è cambiata ed è sempre più evidente la spaccatura tra quattro componenti:

-lo zoccolo duro, ovvero quel nutrito gruppo di persone che ha deciso di indossare la maglia numero 12 365 giorni all'anno a prescindere da risultati, mercato e classifica. Se oggi la Salernitana è tornata in B ripartendo dal nulla è soprattutto merito loro

-gli occasionali, quelli che oggi a stento guardano la partita in tv, ma che si riscopriranno follemente innamorati nelle prossime tre partite contro Frosinone, Bari ed Empoli e che, nel derby con l'Avellino, canteranno con orgoglio "Siamo sempre con voi", salvo poi sparire in Salernitana-Entella

-il popolo social, persone che vivono provando a destabilizzare l'ambiente sul web attaccando chiunque, salvo poi sparire quando la Salernitana vince. Se arriva Rosina è vecchio, se lo prendono gli altri "Lotito non spende". Se si acquista Kiyine è un "magheggio della dirigenza", se lo acquistano altri "la società non investe sui giovani". Loro magari allo stadio ci vanno lo stesso, ma di gente che fischia al primo pallone sbagliato o che non aspetta altro che una sconfitta per dire "io l'avevo detto" la squadra non ne ha proprio bisogno. In questo caso, meglio qualche spazio vuoto in più

-le nuove generazioni, quei giovanissimi che stentano a innamorarsi della prima realtà calcistica cittadina, che conoscono Higuain, Insigne, Belotti, Messi e Dybala, ma che non riconoscerebbero Bocalon, Rodriguez, Della Rocca e Bernardini se li incontrassero per strada. Del resto, per chi ha meno di 18 anni, essere nati in concomitanza con retrocessioni, fallimenti e maglie del Barcellona con simboli religiosi non deve essere facile provare quel senso di appartenenza che, un tempo, veniva inculcato dai genitori quasi come fosse un "Battesimo". E' a loro che la società deve pensare molto, ma molto di più. Estendiamo il discorso nuove generazioni anche a chi ha appena meno di 30 anni e che magari storce il naso "perchè la B a vita ci annoia": nessuno può togliere il diritto di sognare, ma in altri tempi il Vestuti era strapieno pur avendo visto decenni anni di serie C. Loro hanno avuto la fortuna di nascere con Rossilandia, derby con il Napoli e vittoria super in serie A. Chi invece è stato a Boville, Pontendera, Selargius e Guidonia questa B se la gode alla grande

E' ancora presto per aggiornarvi sulla prevendita ed è altamente probabile che difficilmente si arriverà a quota 10mila (ma non bastava riacquistare il marchio per riempire a prescindere lo stadio?), ci limitiamo a dire che, a prescindere dal numero, ciò che conta è che si sostenga la squadra: sarà un caso che con lo Spezia, davanti ai veri innamorati a prescindere, la Salernitana abbia vinto anche con tanti spazi vuoti? 

Gaetano Ferraiuolo