Ferrante: bisogna iniziare a vincere all’Arechi

L'ex attaccante di Salernitana ed Ascoli analizza la situazione in vista della sfida di sabato

Salerno.  

Si avvicina la data della delicata sfida tra Salernitana ed Ascoli all’Arechi. Sarà una gara fondamentale, in cui entrambe le squadre cercheranno di fare bottino pieno. Proprio sull’argomento si è pronunciato un doppio ex, Marco Ferrante, che attraverso le pagine de Il Mattino ha fatto il punto della situazione:

«Sarà fondamentale che si sblocchino e trovino quindi continuità».

Si parla di gol. Ne parla uno che se intende, 163 realizzatiin495 gare disputate tra serie A e B, si parla anche di attaccanti. Per la precisione quelli della Salernitana:

«Bocalon l’ho seguito nella scorsa stagione ed ha fatto un discreto campionato, Rodriguez e Rossi invece li conosco un po’ meno. Mi auguro sinceramente che tutti e tre riescano ad andare in rete con la giusta frequenza, anche perché una città come Salerno merita di ritornare il prima possibile nel campionato di serie A».

È cambiato tutto dalla scorsa stagione, quando in attacco c’erano Coda e Donnarumma, con il loro addio cosa ha perso e cosa ha guadagnato la Salernitana?

«Sull’eventuale guadagno direi di aspettare la fine della stagione o almeno l’inizio del girone di ritorno. Sulla perdita, invece, si può essere già più precisi, perché credo sia evidente che la Salernitana non abbia più determinate certezze nel reparto offensivo. Ma è altrettanto vero che non è solo un discorso prettamente di attaccanti, ma anche di un gioco di squadra che possa permettere loro di andare con una certa costanza alla conclusione».

Ma in una stagione ricca di insidie come quella attuale, conterà di più il non prendere gol o farne uno in più degli avversari?

«I numeri dicono che è comunque sempre meglio non prendere gol, pur sapendo che nel calcio non c’è un’unica verità. Ovviamente una solida difesa ti permette di avere già un punto di partenza importante, anzi, forse anche qualcosa in più. Ricordo ad esempio che a gennaio della stagione 2000-01 lasciai il Torino in serie B per approdare all’Inter in A da capocannoniere e da primo in classifica, al termine del campionato i granata rimasero in quella stessa posizione e io rimasi comunque il loro miglior marcatore».

Gol o non gol, quello che conterà maggiormente per la Salernitana sarà la sfida di sabato pomeriggio contro l’Ascoli.

«Sarà una tappa importante per iniziare così a trovare una certa continuità in stagione. Ma attenzione, perché di contro ci sarà una squadra ancora indecifrabile, capace di perdere e vincere contro chiunque. Bisogna, però, dire che fatta eccezione per le prime della classe tutte le altre stanno vivendo questo stesso tipo di difficoltà».

Ferrante sarà un semplice spettatore o si metterà al collo la sciarpa di qualcuno?

«Per quello che ho vissuto in entrambe le piazze sarò un semplice spettatore curioso di vederle all’opera. Ad Ascoli facemmo un grande campionato in massima serie, a Salerno sfiorammo una promozione che fu condizionata purtroppo da qualche pari di troppo verso la fine della stagione. Ma che piazza quella granata!».

A proposito di pareggi, quello di Parma quanta convinzione può dare alla squadra granata?

«Sicuramente servirà per crescere sotto l’aspetto mentale e per prendere così consapevolezza dei propri mezzi. È vero che alla fine si poteva anche vincere percome si era messa la partita, ma credo che il risultato del Tardini vada considerato come un punto conquistato».

Intanto sono 8 quelli conquistati in7 partite, un po’ pochini?

«Effettivamente sì. Ma sono convinto che si possa fare decisamente meglio, fondamentale però sarà iniziare a vincere con costanza le gare all’Arechi».

 

Redazione sport