Esattamente 20 anni fa, la Salernitana di Delio Rossi giocava una partita molto importante e indicativa dinanzi a oltre 22mila spettatori; dopo aver battuto Verona e Reggiana in scioltezza e aver pareggiato in terra veneta contro Treviso, Chievoverona e Padova, i granata ospitavano il Perugia di Castagner, autorevole candidato al salto di categoria dopo l'amara retrocessione della stagione precedente. La coreografia dei Baci Perugina accolse l'ingresso in campo delle due squadre, con sfottò continui tra due tifoserie fino a pochi anni prima addirittura gemellate prima dell'invasione di campo della Sud durante una partita di coppa Italia arbitrata decisamente male dal signor De Santis di Tivoli. Tornando a quel pomeriggio, la Salernitana disputò un primo tempo spettacolare,condito da innumerevoli palle gol sprecate da Di Vaio,stranamente impreciso. Solo il palo, al 22', permise al Perugia di mantenere lo 0-0, ma il monologo granata proseguì incessante: bravo e fortunato Pagotto a deviare in angolo un tiro di Galeoto dalla distanza e un colpo di testa di Artistico da distanza ravvicinata. Nel recupero, tuttavia, un brivido inatteso: perfetto contropiede del Perugia, tiro in diagonale di Pandolfi e pallone sul palo interno.
Nella ripresa il copione rimase lo stesso, con la coppia Materazzi-Matrecano costretta agli straordinari per mantenere la porta inviolata. Fortunatamente, proprio quando sembrava essere una giornata no, il numero undici della Salernitana decise di svegliarsi e siglò la rete del vantaggio: azione corale da applausi e tiro perfetto che fece esplodere la curva Sud, gremita in ogni ordine di posto. Neanche il tempo di abbozzare una reazione che il cavalluccio marino trovò il raddoppio:lancio di Galeoto, dribbling ubriacante di Di Vaio tra tre avversari e palla all'angolino per il tripudio granata e il solitario secondo posto in classifica alle spalle del Venezia. "Delio Rossi alè" cantavanoi 22mila dell'Arechi dopo il triplice fischio finale, tutti pronti per l'esodio di Castel di Sangro e consapevoli che quella potesse essere davvero la stagione del grande sogno...
Gaetano Ferraiuolo
