Abbiamo sostenuto a più riprese che, per riempire l'Arechi, non bastano le vittorie, ma occorre avvicinare quanto più possibile la Salernitana al territorio. Bene hanno fatto, dunque, la società e i club organizzati a far parlare in diretta tv due dei leader dello spogliatoio, gli attaccanti Alejandro Rodriguez e Riccardo Bocalon. Ospiti del Salerno Club 2010 e del Centro di Coordinamento per le trasmissioni "Tifosissimi" e "Cuore granata", i bomber della Salernitana hanno interagito con i tifosi, hanno sottolineato l'importanza del rapporto con la piazza e hanno avuto anche l'occasione per farsi conoscere e apprezzare anche dal punto di vista umano. Umiltà, voglia di far bene, fame di vittoria e riconoscenza nei confronti dello zoccolo duro: è questo quanto emerso in una serata molto importante e che sicuramente avrà caricato ulteriormente un ambiente che sta vivendo con preoccupante distacco le sorti della squadra del cuore.
Rodriguez e Bocalon, però, hanno battuto su un concetto: per vincere non si può fare a meno dell'apporto della curva. Ecco il pensiero di Rodriguez, sollecitato anche dalle domande dell'ottimo Andrea Criscuolo: <<La nostra tifoseria deve rappresentare un fattore, l'arma in più. E' inutile nasconderci: quando attacchiamo sotto la curva,avvertiamo una spinta maggiore e anche gli avversari sembra perdano le loro energie. La mia speranza è che quanto prima l'Arechi possa essere pieno, la tifoseria può darci una grandissima mano nei momenti di difficoltà così come è accaduto a Parma. Lo ammetto, la Sud mi ha impressionato: quando battiamo un calcio d'angolo c'è un boato incredibile, sembra quasi che abbiamo fatto gol. Le critiche post Vercelli non mi hanno ferito, so bene che la piazza merita tanto e accetto tutto, l'importante è essermi fatto perdonare con una doppietta contro lo Spezia. Del resto se ero infallibile giocavo nel Real Madrid>.
Rodriguez prosegue: <<E' un campionato molto equilibrato, quando una squadra è stata cambiata tanto durante il mercato è fondamentale non perdere nelle prime partite. Anche questi pareggi ci torneranno utilissimi, sono molto fiducioso per il futuro. E' un gruppo che ha carattere, che non molla mai. Di Carlo mi chiamava calamita? Sì, perchè spesso, nelle mischie in area di rigore, il pallone capita sui miei piedi: sono bravo a crederci sempre, a seguire l'azione fino all'ultimo minuto. Anche qui stanno imparando a chiamarmi Peter Pan, è un'esultanza che risale ai tempi del Cesena: vincemmo 3-2 con un mio gol all'ultimo minuto e imitai l'esultanza di mio fratello scatenando i commenti simpatici dei giornalisti>>.
Parola anche a Bocalon: <<L'ho già detto a più riprese: l'Arechi è una componente fondamentale, sia in casa sia in trasferta abbiamo davvero bisogno della loro spinta perchè possono costituire il dodicesimo uomo, quel valore aggiunto che le altre squadre non hanno. Sono molto contento di giocare in una piazza così importante, fin dal primo giorno abbiamo capito tutti quanto la gente fosse innamorata di questi colori. Siamo un grandissimo gruppo, come se fossimo composti da due squadre. Avete visto a Parma? Non c'erano Tuia e Bernardini, ma Mantovani e Vitale hanno fatto una signora partita. Remiamo tutti nella stessa direzione, a prescindere dal modulo e dall'avversario: è l'atteggiamento quello che conta, io ho molta voglia di emergere perchè sono ancora scottato dalla mancata promozione con l'Alessandria.Sabato spero in un grande tifo, che ci possa trascinare alla vittoria>>.
Gaetano Ferraiuolo
