Una delle prime cose che insegnano gli allenatori è che non esistono gerarchie prestabilite fatta eccezione per il delicatissimo ruolo di portiere. Da questo punto di vista, ad agosto, Bollini e la società sono stati chiari: Radunovic era il numero uno, con Adamonis immediatamente alle spalle e nessun elemento di esperienza che li facesse crescere senza eccessive pressioni psicologiche.La provvida sventura di manzoniana memoria, però, ha presentato una situazione che andrà analizzata con grande attenzione dallo staff tecnico, magari confrontandosi con il preparatore Gigi Genovese: Adamonis (che già aveva ben figurato in coppa Italia) è stato il migliore in campo, ha parato un calcio di rigore ed è sembrato complessivamente più pronto rispetto al compagno di reparto. Domanda d'obbligo: chi deve giocare domenica? Da un lato sarebbe giusto ripartire da chi è stato scelto come titolare in estate anche per salvaguardarlo dal punto di vista psicologico. Radunovic, ancora molto giovane, potrebbe viverla come una bocciatura. Dall'altro, però, immaginiamo con quale tensione scenderebbe in campo un calciatore partito non bene,che scende in campo da ex in un derby che deciderà anche il destino dell'allenatore.
In passato, con lo stesso arbitro, accadde una cosa simile: Perrone scelse Iannarilli per Sestito, il portiere romano parò un rigore e nel match promozione contro il Monterotondo giocò dal primo minuto, mentre De Cesare,da leader e persona intelligente, portò Sestito sotto la curva Sud per fargli ricevere l'applauso del pubblico. Cosa succederà stavolta? Il 7 in pagella di ieri sarà bastato ad Adamonis per sovvertire le gerarchie? Chi dei due portieri pagherebbe maggiormente dal punto di vista psicologico un'esclusione? A Bollini l'ardua sentenza...
Gaetano Ferraiuolo
