Mancano poco più di 24 ore all’atteso match tra Salernitana e Bari, in scena all’Arechi. I granata affronteranno questa sfida in piena emergenza difensiva, con ben quattro elementi infortunati. Una situazione molto simile a quella che visse Vincenzo Torrente alla guida della Salernitana due stagioni fa, quando, come ora, oltre a Bernardini e Schiavi, anche Lanzaro alzò bandiera bianca. Proprio in questa ottica il trainer cetarese racconta la sua esperienza attraverso le padine de La Città:
«Ho letto la lista degli indisponibili e lungodegenti ed ho subito pensato alla mia squadra con i cerotti. Tante similitudini: rinunciai a Schiavi, poi a Bernardini dopo l'esordio con il Novara, infine a Lanzaro. Giocavo con un terzino Franco che adattavo da difensore centrale, poi con Colombo e con un giovanissimo Empereur».
Bollini ha gestito l'emergenza affiancando a Mantovani i due terzini Pucino e Vitale. Torrente ha allenato Pucino a Vicenza e si sbilancia:
«Non è un azzardo farlo giocare al centro, perché ha il passo del terzino ma anche la struttura fisica per poter far bene nel cuore della difesa, da adattato. Quando a Vicenza l’ho dirottato al centro, spesso in assenza di Adejo, si è sempre disimpegnato con disinvoltura. Vedo a proprio agio anche Vitale, più attento e responsabilizzato, applicato nelle chiusure. Inoltre ha il piede "educato” e la Salernitana se ne avvantaggia quando manovra dalle retrovie. Infine Mantovani è un giovane interessante che nella difesa a tre trova la propria dimensione ideale».
L’emergenza produce solo paradossali benefici?
«Ovviamente no, anzi la Salernitana dovrà fare attenzione a non porgere il fianco al contropiede, perché il Bari ha gente che non perdona, dispone di Floro Flores, Galano, Improta, Nené. La squadra granata, però, ha dalla propria parte lo slancio e l’entusiasmo. La vittoria di Avellino è stata una frustata psicologica: dopo la rimonta e il colpaccio nel derby, la squadra ha capito di essere stata costruita non per vivacchiare ma per tentare l'aggancio ai playoff, che a mio avviso può centrare. Il Bari, invece, è stato progettato per vincere, cioè per arrivare a giocarsi la promozione diretta ma alI'Arechi non sarà facile, perché questa Salernitana ha gli attributi e non molla mai».
Ora c’è entusiasmo in città, fermento e coinvolgimento. Torrente ripensa alla stessa spinta popolare della quale beneficiò il suo Bari, ma contestualizza e distingue:
«In Puglia, nelle stagioni delle maxi penalizzazioni dal 2011 al 2013, decisi di far allenare i calciatori sul lungomare. Rincorrevano il pallone in piazzetta come si fa tra ragazzi. Volevamo ricreare entusiasmo e ci riuscimmo: al termine di una rimonta strepitosa, nonostante il fardello del -7 in classifica, arrivammo ad un passo dai playoff. Ci compattammo per reazione alle difficoltà. La Salernitana, invece, vive in armonia grazie ai risultati, che si sommano ad una situazione societaria stabile. Bollini ha coinvolto il gruppo, fa anche gite in barca. Ha scelto la costiera amalfitana, ha tanti amici a Vietri sul Mare e ad Amalfi ma gli consiglio la mia Cetara. il posto più bello del mondo».
Redazione Sport
