Riecco il principe degli stadi: la carica dei 17mila

Grande festa prima e dopo la partita, rinnovato il gemellaggio.Da Bari in 3000, fischi per Improta

Salerno.  

Una grandissima giornata di sport, un autentico spot per il calcio e un messaggio a tutte quelle persone che continuano ad associare la parola ultras alla violenza. Salerno e Bari, a prescindere dal risultato maturato sul terreno di gioco, hanno vinto. Ancora una volta. 14mila cuori granata e 3mila supporters baresi (per la precisione 2908) hanno trasformato l'Arechi in un catino infuocato sostenendo le rispettive squadre dal primo al novantesimo, ma la festa è iniziata già nelle primissime ore del mattino, quando i tifosi pugliesi sono arrivati in città e sono stati accolti presso le sedi dei vari gruppi della curva Sud. Primo abbraccio fraterno nel quartiere Pastena, più precisamente presso il club "Q4 Granata"; tra cori di sfottò nei confronti dell'Avellino e il classico "Bari e Salerno alè" sulle note di "Urlando contro il cielo", la mezza giornata è trascorsa in modo veloce, divertente, con tanti sentimenti alla base di una fratellanza che si è consolidata nel tempo e che ha spinto anche l'Osservatorio ad aprire le porte di tutti i settori dello stadio ai supporters biancorossi, cui sostegno incessante ha sicuramente spinto Floro Flores e compagni verso un pareggio tutto sommato giusto e che ha strappato applausi su entrambe le sponde.

Belle anche le coreografie: la Sud ha lanciato coriandoli bianchi e rossi, la Nord ha risposto con cartoncini granata ricordando che sono"due colori, due città, ma un unico tifo", con tanto di coro "Salerno, Salerno" che ha suscitato l'approvazione dei presenti. Durante la gara, come detto, ognuno ha giustamente pensato a tifare per la propria squadra. Il boato dei baresi dopo il gol dello 0-1 è stato assordante, una sensazione davvero strana vedere uno spicchio dei distinti in festa nonostante la Salernitana stesse perdendo. L'Arechi, a quel punto, ha preso per mano la Salernitana conducendola all'ennesima rimonta stagionale: ci ha pensato Rossi, con una doppietta, a far impazzire il pubblico di fede granata, convinto che un successo avrebbe potuto rappresentare la svolta definitiva di una stagione sin qui altamente positiva. Nella ripresa un autentico brivido sulla schiena di tutti quando la tifoseria ha intonato il classico "Io canterò oltre il 90'", motivetto che emoziona e che coinvolge anche chi, solitamente, vive l'evento sportivo con maggiore tranquillità. Non a caso la squadra di Bollini ha giocato 20 minuti ad altissima intensità sfiorando a più riprese un 3-1 che sarebbe stato più che meritato.

Peccato che Galano, dopo la colossale occasione fallita da Brienza, abbia ristabilità la parità prima di un finale sofferto, ma privo di emozioni. Si segnalano i copiosi fischi che hanno accompagnato Improta per 95 minuti (voleva esultare, gli è andata male), un eloquente striscione della Sud ("Per noi non conteranno mai nè campionati, nè calciatori. Nella nostra gloria chi onorerà i nostri colori. Avanti Salernitana") e l'applauso convinto a tutta la squadra che, mai come quest'anno, si sta dimostrando attaccata alla maglia e altamente professionale. Qualcuno, dalla tribuna, ha beccato Rosina, non sono mancati singoli tifosi che hanno parlato male del gemellaggio in occasione dei due gol del Bari sostenendo che "ancora una volta è stato invalidato il fattore campo, bisognava riservare ai baresi solo la curva Nord", malumore generale anche per la direzione arbitrale di Pezzuto. Per il resto, come detto, uno spot per il calcio: applausi per Bari, applausi per Salerno, applausi per i 17mila dell'Arechi!

Gaetano Ferraiuolo