La Salernitana, dopo il pareggio con il Bari, si prepara ad affrontare la trasferta di Cesena. I romagnoli sono ultimi in classifica, ma a dispetto delle posizioni, sono solo 7 i punti che dividono granata e bianconeri. Una situazione analizzata anche da Andrea Camplone attraverso le pagine de Il Mattino:
«Mai visto nulla di simile nel recente passato, a maggior ragione se consideriamo che tra l’ultima e la prima ci sono appena 10 punti di differenza. Ancor di più rispetto agli ultimi tornei la serie B è decisamente livellata e può quindi accadere tutto e il contrario di tutto».
Le differenti posizioni in classifica potranno condizionare dal punto di vista mentale la partita del Manuzzi?
«Partiamo da un presupposto molto chiaro, la Salernitana è stata costruita per i playoff e il Cesena per la salvezza. Detto questo, la rimonta subita nell’ultima giornata dai bianconeri avrà lasciato certamente qualche scoria. Ma la partita sarà viva e penso verrà giocata senza troppi condizionamenti».
Parlando, invece, di tecnica e tattica, la Salernitana di cosa deve avere timore?
«Delle ripartenze del Cesena, del resto su questo aspetto si basa il gioco di Castori. Jallow ha una velocità incredibile e sarà “gasato” dopo l’ultima doppietta. Ma a lui si aggiungono anche gli altri uomini del reparto offensivo, vedi Dalmonte, che sanno far male in rapidità».
In attesa di capire se verrà superato anche l’esame Cesena, i granata possono stabilizzarsi all’interno della griglia playoff?
«Credo proprio di sì. Parliamo di una squadra che gioca a calcio e che sa fare gol, in più ha mostrato di avere una forza invidiabile recuperando diverse partite importanti. 20 punti sono davvero tanti ora come ora, ma bisogna restare concentrati perché il campionato è lungo e le insidie sono dietro l’angolo».
Intanto il settimo posto è una certezza, così come i 10 risultati utili consecutivi.
«Direi bene, tenendo conto che nelle ultime stagioni è stato proprio questo il grande problema dei granata. Dopo un paio di risultati positivi arrivava sempre lo stop, invece stavolta le cose stanno funzionando nel verso giusto».
Quanto merito c’è di Bollini nella rinascita della Salernitana?
«Tanto. Sta facendo un grandissimo lavoro, per di più in una piazza non facile come Salerno, dove si vive di calcio. È stato bravo soprattutto dal punto di vista mentale, ma Bollini non è l’ultimo arrivato, ha una grossa esperienza».
Merito di Bollini è certamente anche l’esplosione di Alessandro Rossi.
«In passato l’avevo visto giocare qualche volta ma nulla di più, indubbiamente sta facendo molto bene. Ovvio, però, che quando una squadra gira anche per il singolo è più facile mettersi in mostra, un po’come sta accadendo a Minala e soprattutto a Sprocati, per il quale sono molto contento».
Mai tanti infortuni possono rallentare la corsa della Salernitana?
«Non penso tantissimo, pur sapendo che sono assenze pesanti. Ma sto notando che quasi tutte le squadre stanno perdendo spesso e volentieri i propri difensori, probabilmente non sono abituati ai ritmi di un calcio che è cambiato rispetto al passato quando dovevano solo coprire una fetta di campo e basta».
Redazione sport
