Gatto:tornato per amore di Salerno,quando la curva viene giù..

L'attaccante: "In 26mila per i play out, cosa sarebbe l'Arechi se lottassimo per la A?"

Salerno.  

Cuore, grinta, tecnica, determinazione, senso di appartenenza, spirito di sacrificio, umiltà mista a consapevolezza dei propri mezzi. Sono tanti gli aggettivi utili a descrivere Leonardo Gatto, calciatore che ha rifiutato tanti soldi dalla serie A svizzera e da altri club di serie B pur di indossare nuovamente la maglia granata. Letteralmente innamorato di Salerno, della Salerntiana e della curva Sud, l'ex attaccante di Ascoli e Vicenza è stato ospite della trasmissione "Granatissimi" in onda come ogni martedì su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) e, con grande simpatia e onestà, ha risposto alle domande della conduttrice Giovanna Di GIorgio e di tutti quei tifosi che hanno interagito con noi attraverso i social network e le telefonate in diretta. Ecco le sue dichiarazioni:

Anzitutto come stai e come si sta allenando la squadra in vista della sfida di domenica?

"Sabato scorso sono uscito per crampi, ma fortunatamente sto bene e sono a disposizione per la partita di Cesena. La forza di questa squadra è il gruppo, chiunque sta dando il massimo mettendosi a disposizione dell'allenatore in un momento di difficoltà legato agli infortuni. Nelle ultime partite ci siamo sbloccati e stiamo raccogliendo i frutti del lavoro, aspettavamo soltanto la scintilla perchè sapevamo che, allenandoci a tremila, prima o poi ci potevamo togliere belle soddisfazioni. Sono passate appena 13 partite, ci possiamo divertire senza montarci la testa".

Quali i segreti della rinascita dopo la falsa partenza?

"Prendiamo ad esempio l'ultima partita, contro un avversario che lotta per la promozione diretta: loro hanno praticamente due squadre data la qualità dei panchinari, ma anche noi abbiamo vasta scelta in tutti i reparti. Il mercato è stato fatto in modo molto intelligente, la Salernitana può giocarsela alla pari con tutti e sin qui non è stata messa sotto da nessun avversario. Seguiamo tutti il mister con entusiasmo, ci chiede poche cose a patto che siano fatte bene. Analizziamo molto le partite che disputiamo, ma anche le prestazioni dell'avversario che andiamo ad affrontare".

Il gruppo, dunque, sta facendo la differenza...

"E' importante per chi gioca dall'inizio sapere che chi entra dalla panchina può fare la benissimo. Tutti siamo a disposizione, basta vedere come stiano giocando bene Pucino e Vitale in veste di centrali difensivi. Noi prendiamo in giro Mantovani: è l'ultimo superstite, speriamo non gli venga mai un raffreddore. Battute a parte, anche io mi sto trovando bene come terzino destro: devo imparare tanto, so che devo crescere in fase di non possesso, ma per la Salernitana giocherei anche in porta".

Finalmente stai trovando il tuo spazio dopo un fastidioso infortunio...

"La partita di Novara ha rappresentato la mia svolta personale. Ero fermo da tanto tempo e ci tenevo moltissimo a dare una mano alla squadra, è stata una serata divertente e questo significa che siamo al massimo della condizione. Ho fatto un gol e un assist e ho corso per quasi tutta la partita, ricorderete tutti che è stata una delle prestazioni migliori della Salernitana".

La società sembra molto soddisfatta....

"Stiamo avvertendo la presenza di Lotito. Ogni qual volta viene a vedere una partita all'Arechi, scende negli spogliatoi per incoraggiarci. E' capitata qualche strigliata, ma ultimamente ci sta facendo tanti complimenti ed è soddisfatto. Ha sempre creduto nelle nostre potenzialità. come ho detto prima bisogna riconoscere giusti meriti alla proprietà e alla dirigenza per aver formato una squadra composta anzittto da uomini e poi da calciatori di valore, l'allenatore può scegliere tra tante soluzioni in tutti i reparti e sopperire alle assenze dettate dall'emergenza".

Da dove nasce il tuo amore per Salerno?

"L'Arechi è uno stadio che mi dà una spinta che non ho avvertito da nessuna parte. Quando arrivai due anni fa eravamo ultimi con 21 punti e tutti pensavano che la Salernitana sarebbe retrocessa, mi sono messo in discussione e siamo riusciti a salvarci centrnado un obiettivo quasi storico. Ecco, anche nelle difficoltà ho apprezzato l'amore della gente per la maglia granata. Quest'anno ho avuto una bella offerta dalla Svizzera, economicamente molto vantaggiosa. Ma quando chiama la Salernitana...".

Ora i tifosi sognano la A...

"Siamo lì e ci proveremo fino alla fine, ma è ancora troppo presto per fare previsioni. Al momento stiamo giocando bene e abbiamo perso una sola partita, arrivando ai play off sappiamo benissimo che l'Arechi pieno può essere il valore aggiunto. Per le prime due posizioni vedo favorite Empoli, Frosinone, Bari e Palermo, le uniche forse leggermente superiorI a noi. Il fattore campo, come detto, negli spareggi avrebbe un ruolo determinante. Quando vedo la curva mi viene la pelle d'oca, a Novara sembrava di giocare in casa. Non è retorica, ma l'Arechi mi emoziona sempre e per un giocatore entrare in quello stadio è un qualcosa di bellissimo e indescrivibile. Figuriamoci in una partita che vale la promozione...".

Quanto ha cambiato la vostra stagione il derby di Avellino?

"Dopo 70 minuti perdevamo 2-0, poi l'abbiamo vinta all'ultimo minuto e quel successo ci ha dato maggiore serenità. Avellino ha rappresentato la svolta, ha sbloccato psicologicamente anche qualche calciatore nuovo e che aspettava di poter festeggiare sotto quella curva. E' stata una gioia immensa per me anche se ero in panchina: quando ha segnato Minala ho esultato come raramente mi era capitato durante la mia carriera".

Che differenze ci sono tra l'attuale Salernitana e quella in cui hai giocato due anni fa e quanto la forza del gruppo può aiutare Rosina in un momento difficile come questo?

"La squadra attuale, inttesa come gruppo, è più forte di due anni fa. All'epoca ci trascinavano Coda e Donnarumma, ma nel complesso la Salernitana di oggi è più forte. Quanto a Rosina sappiamo tutti che è un ragazzo intelligente, è il primo a sapere se gioca male o gioca bene. Ad Avellino ha dato la scossa, con il Frosinone ed il Venezia si è ben comportato, con il Bari è entrato in un momento difficile della gara. Vedo ogni giorno come si allena, può dare una grossa mano a questa squadra".

In quale modulo ti esprimi meglio?

"Se c'è il 4-3-3 è meglio, io nasco attaccante ed è il modulo più adatto alle mie caratteristiche. Mi trovo molto bene anche nel 3-5-2, devo migliorare tanto in fase difensiva, ma con la giusta intelligenza e allenandoci al massimo potrò ulteriormente dare il mio contributo. Il terzino è un ruolo nuovo, ma tutti ci stiamo adattando e stiamo mettendo davanti a tutto il bene della Salernitana".

Ora guai ad abbassare la guardia, il Cesena è un osso duro in casa...

"Sappiamo che stiamo giocando bene e che la classifica è ottima, obiettivamente abbiamo fatto il massimo nonostante le assenze, ma le defezioni non devono rappresentare un alibi perchè in campo scendiamo in undici. Occhio al Cesena: organico da play off, l'attuale classifica non rispecchia i reali valori. Conosco molti dei loro giocatori e senza dubbio l'assenza di Cacia peserà: non ho mai giocato con un attaccante così forte, quando entra in area di rigore non sbaglia un colpo. Yallow, però, mi sembra lo stia sostituendo benissimo. In difesa hanno un elemento esperto come Scognamiglio, Laribi pur essendo giovane ha grandissima esperienza, Kupisz è un signor calciatore. Ci sarà da soffrire, ma siamo pronti".

Veniamo alle tue emozioni e al rapporto con la squadra...

"Non ho ancora segnato sotto la Sud, anzi ho sempre fatto gol fuori casa. Spero di riuscirci il prima possibile, per ogni giocatore vedere tutta quella gente che viene giù è uno spettacolo. Nello spogliatoio fortunatamente ho legato un po' con tutti, forse diranno che io sono uno dei più simpatici. Sono molto amico di Tuia, Bocalon e Rodriguez, ci frequentiamo anche al di fuori del rettangolo verde con le rispettive fidanzate. Ricordi più belli? Ogni partita giocata con questa maglia ha un sapore particolare, ma i 26mila di Salernitana-Lanciano mi sono rimasti dentro. Era play out, non oso immaginare cosa sarebbe l'Arechi in caso di play off".

Come spieghi tutti questi infortuni?

"Il presidente ha ragione, a volte l'alternanza di terreni di gioco non aiuta .Questa settimana, in previsione della trasferta sul sintetico di Cesena, ci stiamo allenando solo al Volpe. Una buona parte degli infortuni può sicuramente derivare da questa situazione, da calciatore preferirei allenarmi sempre sullo stesso campo".

I tifosi ti chiedono ancora cosa hai provato al Partenio dopo il gol di Minala...

"Ci sono poche partite in cui, pur essendo in panchina, ti emozioni. Ad Avellino è accaduto proprio questo.  Quando non gioco sono il primo tifoso della Salernitana, è stato bellissimo vincere ad Avellino, cantare sul pullman e ricevere l'abbraccio dei tifosi al Volpe. E'stata la stessa emozione provata in un Perugia-Pisa di qualche anno fa, con gol di Favasuli al Curi in 10 contro 11 che ci permise di arrivare in finale. Tornando al derby, è vero: ho rifiutato Avellino anche per affetto verso Salerno. Sono felice di essere tornato a titolo definitivo. Da 7 anni giocavo in prestito, avevo chiesto al mio procuratore di farmi ripartire con un progetto nuovo e lungimirante. Ho rescisso con l'Atalanta e firmato un triennale".

Che idea ti sei fatto di Rossi?

"Rossi è un ragazzo di grandissima prospettiva. Lo abbiamo preso in giro, nei primi 10 minuti sembrava si nascondesse. Scherzi a parte, è un grande giocatore, dopo il secondo gol non ha capito più nulla. Spero che possa presto vedere l'Arechi di fuoco che conosco io e che segna sotto la Sud. Nell'intervallo di Salernitana-Bari gli ho mostrato la curva e gli ho assicurato che quello è solo un assaggio di ciò che questa piazza può offrire a noi giocatori".

Eppure c'è meno gente rispetto al passato...

"Due anni fa lo stadio era abbastanza pieno quando giocavamo in casa, quest'anno i soliti 10mila ci sono sempre e ci danno una grossa mano. La spinta si sente a prescindere dal numero di spettatori".

Cosa manca alla Salernitana per fare lo stesso percorso dell'Atalanta?

"L'Atalanta è in A da anni, ha altri introiti e questo permette di costruire qualcosa di importante. Con il tempo la Salernitana può ripercorrere le stesse orme dei nerazzurri". 

Gaetano Ferraiuolo