Vulnerabile in trasferta, macchina da guerra al San Nicola. Il Bari versione dottor Jekyll e mister Hyde si conferma squadra di altissimo spessore tra le mura amiche e ottiene la settima vittoria casalinga stagionale a cospetto di un Pescara rinunciatario e che non ha davvero nulla a che vedere con le formazioni tipicamente spumeggianti e sbarazzine di Zeman. Fatta eccezione per i primi 20 minuti di equilibrio e botta e risposta a distanza, i biancazzurri non hanno praticamente mai varcato la metà campo e hanno dovuto ringraziare uno strepitoso Fiorillo se negli spogliatoi si è andati sul risultato di 0-0. Nella ripresa, spinti da 20mila spettatori in festa come non accadeva da tempo, i padroni di casa hanno preso d'assalto l'area di rigore degli ospiti sfiorando la rete in quattro occasioni: due prodezze di Fiorillo hanno negato la gioia del gol a Galano, nelle altre due circostanze Cissè ed Improta hanno peccato di precisione dopo aver saltato in scioltezza tre avversari. L'ingresso in campo di Brienza in luogo dello spento Busellato ha favorito l'assedio finale, che ha dato i suoi frutti intorno alla mezz'ora: punizione maligna calciata da Brienza, impercettibile deviazione della barriera e portiere spiazzato, gol molto simile a quello segnato da Rosina un anno fa contro il Carpi. La reazione del Pescara è stata tutta in un tiro di Pettinari, unico a meritare un voto alto in pagella. A fine gara esplosione di gioia del pubblico e classifica importante per un Bari a -2 dalla vetta e che, giocando così, può vincere il campionato anche senza play off. Trasferte permettendo....
Gaetano Ferraiuolo
