Italia, storia di un flop annunciato...e meritato!

Aveva ragione Lotito: serve una rivoluzione a 360°. Pagherà solo Ventura?

italia storia di un flop annunciato e meritato
Salerno.  

Le lacrime amare di Gigi Buffon nel post partita di ieri non possono e non devono commuovere nessuno: pur essendo tra i meno responsabili, l'oramai ex capitano della Nazionale fa parte di un gruppo totalmente fallimentare e che, per tante ragioni, ha assolutamente meritato di non partecipare ai prossimi Mondiali. Sia chiaro: non siamo tra quelli che hanno tifato contro, anzi sarà davvero un pugno nello stomaco in estate guardare la tv senza provare la solita emozione che, ogni quattro anni, riesce a coinvolgere anche chi non ama il calcio. Nessuno, però, deve meravigliarsi nè sorprendersi: in fondo,pur vincendo lo spareggio, con quali prospettive l'Italia avrebbe partecipato ad una competizione così prestigiosa? Il problema parte da lontano e non è certo rappresentato nè da Ventura, nè dall'aver sopravvalutato alcuni calciatori come Gabbiadini, Candreva, Bonucci, Verratti e Belotti che oggi guadagnano e valgono milioni di euro, ma che fino a 10-12 anni fa avrebbero fatto fatica a trovare posto in una squadra media di serie A. Il calcio italiano è in declino ormai dalla vittoria del 2006: 4 anni dopo Lippi tornò a casa in un girone tecnicamente modestissimo, stessa sorte per Prandelli, senza contare che anche Conte, pur dando un'anima al gruppo, ha concluso l'avventura con "zeru titoli". 

Quale il problema principale? L'allenatore? No, affatto: ha le sue colpe, dovrebbe dimettersi, ma il materiale umano è questo e anche cambiando venti formazioni sarebbe stato difficile far meglio di così pur a cospetto di una Svezia assolutamente mediocre e destinata a recitare il ruolo di comparsa. Non vogliamo scadere nella retorica, ma anzitutto bisognerebbe rivedere le regole sugli stipendi: chi fallisce un obiettivo creando un danno economico, sociale e di immagine può guadagnare un milione di euro mentre chi era ieri a San Siro ha dovuto lavorare un mese per mettere da parte i soldi per il biglietto? Si pensi ai contratti a rendimento: solo così si giocherà con il cuore e non con la certezza di portare a casa miliardi anche se non si sa fare un passaggio elementare al compagno smarcato. Altro aspetto, gli stranieri: ormai anche Berretti e Giovanissimi Nazionali sono imbottiti di persone che vengono dall'estero. Nulla contro, sia chiaro, ma la priorità deve essere data a quei talenti italiani al contrario costretti a cercare fortuna all'estero anche per l'arcinota assenza di strutture adeguate.

Leggiamo poi le rose del campionato italiano: l'Udinese scende in campo con 11 stranieri, l'Inter ancora peggio, nella Juventus gli unici convocabili sono giunti alla fine di un ciclo e lasceranno,nella Roma il "meno peggio" è Florenzi che avrà comunque 32 anni per il prossimo Mondiale, nel Napoli il top player è considerato Insigne che, tra andata e ritorno, ha giocato 8 minuti e neanche tanto bene. Si può andare avanti così? Le squadre B non risolvono il problema, anzi si rischierebbe di gettare nella mischia prematuramente- e di bruciare- talenti emergenti del calcio italiano.Sarebbe molto più semplice ridurre il numero di stranieri, obbligare le società a investire sui vivai, proporre una serie A a 18 squadre e con 4 retrocessioni (oggi almeno 8 squadre già da gennaio non hanno più obiettivi e quindi non hanno interesse ad investire), una B a 20 e, soprattutto, non pagare a peso d'oro calciatori assolutamente mediocri e che, si spera, non facciano parte del nuovo corso. Lotito da tempo sta indicando una strada, proponendo riforme e rivoluzioni: come sempre sarà ascoltato quando ormai è troppo tardi...

Gaetano Ferraiuolo