Come ogni giorno, anche questa volta dedichiamo uno spazio dedicato all'amarcord granata prendendo spunto dalla pagina facebook "Accadde Oggi-Salernitana" che è diventata un autentico punto di riferimento per tantissimi tifosi e per chi vive con una certa nostalgia la passione sportiva ricordando con emozione e malinconia tempi che, si spera, possano tornare presto. Oggi parliamo di una partita molto cara ai supporters del cavalluccio e che, 19 anni fa, sembrava potesse cambiare il destino- già scritto?- del campionato di serie A. Dinanzi a oltre 30mila spettatori, la Salernitana di Delio Rossi ospitava il Perugia per il più classico degli spareggi salvezza, una sfida da vincere a tutti i costi dopo il beffardo e immeritato ko di Marassi contro la Sampdoria scaturito da un dubbio rigore concesso ai blucerchiati e trasformato da Ortega. Scene da Oscar all'Arechi, una coregrafia da brividi premiata da Telepiù come la più bella dell'anno: fantastici gli ultras a ricordare le scenografie più belle degli anni Novanta, quando la curva Sud era davvero capace di vincere le partite da sola e di far tremare le gambe anche ad avversari abituati a palcoscenici internazionali.
Sul campo fu partita vera, occhi puntati soprattutto sul giapponese Nakata seguito da almeno 200 connazionali assiepati nell'anello inferiore della tribuna rigorosamente con la maglia del Perugia. La prima frazione di gioco fu caratterizzata da un continuo botta e risposta, con i due portieri decisivi in diverse occasioni, una traversa proprio di Nakata, un gol annullato ad Olive e la tensione di Giovanni Tedesco, ex dal dente avvelenato mandato via poche settimane prima per volere del tecnico nell'ambito dell'operazione Bernardini. Nella ripresa, un po' come accaduto nella sfida del campionato precedente, Di Vaio fallì l'impossibile sbloccandosi, però, a 15 minuti dalla fine: il suo tiro si infilò alle spalle di Roccati per il meritato 1-0. Neanche il tempo di provare a reagire che gli umbri subirono il secondo gol, ancora grazie a Di Vaio servito splendidamente dall'ottimo Di Michele. A nulla valsero le proteste degli umbri, che reclamarono con Collina per un fuorigioco che forse c'era. Nel finale festa grande e lacrime liberatorie per Delio Rossi, cui uscita dal campo fu accompagnata dal solito coro che, ancora oggi, si ascolta negli ambienti del tifo granata.
Gaetano Ferraiuolo
