Mezzaroma a 360°: quella mattina del 26 luglio 2011...

Il patron si racconta in esclusiva ad OttoChannel e ringrazia i tifosi

Salerno.  

Da un lato la sua attività lavorativa a Roma, dall'altro quella squadra di calcio che ha prelevato insieme al cognato Claudio Lotito in una caldissima estate del 2011 ereditando una situazione disastrosa sotto tutti i punti di vista. Non esagerano i patron quando affermano che, all'epoca, "non c'erano nemmeno i palloni per fare allenamento, nè una sede dove poterci appoggiare", perchè quella Salernitana tanto amata dai tifosi era finita in un'aula di tribunale e doveva ripartire da zero senza segni distintivi, tra lo scetticismo generale e dai campetti sterrati della D. Quando immaginò di prendere in mano le redini del club, Marco Mezzaroma promise alla città di Salerno il massimo impegno e una grande professionalità, doti rare nel calcio di oggi e che lo rendono in assoluto un esempio da seguire. La piazza, nel tempo, ha imparato a stimarlo e rispettarlo a prescindere dai risultati, lui che ha sempre mostrato rispetto e gratitudine verso quel "dodicesimo uomo" che ha contribuito notevolmente alla grande scalata e che, se ogni tanto si è arrabbiato andando oltre le righe, lo ha fatto perchè vede in questo tandem societario un sinonimo di garanzia e vittoria.

Tra la lettura di un buon libro, qualche attività sportiva ("Ma nel campo di calcio ero scarso" ha ammesso con la solita umiltà) e lunghe passeggiate nella amata Roma, Marco Mezzaroma è diventato sempre più l'uomo guida della Salernitana, un presidente per certi aspetti anomalo e che può risultare impopolare perchè non promette vittorie, promozioni o acquisti roboanti, ma preferisce intelligentemente anteporre a tutto la costruzione di una solidità societaria senza la quale ogni successo sarebbe effimero o momentaneo. E così, ai microfoni di OttoChannel durante la trasmissione "Granatissimi" (in onda ogni martedì sul canale 696 del digitale terrestre), abbiamo avuto modo di apprezzare ulteriormente l'uomo e il professionista Mezzaroma: serio, ma pronto a sdrammatizzare "perchè in fondo parliamo sempre di calcio", umile, ma allo stesso tempo ambizioso ("il sogno è quello, ma proclami non ne farò mai"), consapevole dei mezzi di una rosa assai competitiva ("E quando rientreranno tutti ci sarà da divertirsi")e che ha ancora ampi margini di miglioramento.

Se la Salernitana vorrà crescere ancora, non potrà prescindere dalla figura di "patron futuro", come tanti tifosi hanno ormai deciso di ribattezzarlo. Per lui, che vive il calcio con sentimenti autentici senza farsi trasportare da quegli eccessi che al contrario talvolta lo hanno spinto a raffreddarsi, affrontare in A la "sua" Roma dopo essere partito da Selargius sarebbe il coronamento di un sogno, ma soprattutto di un percorso fatto di signorlità, personalità, lungimiranza e grande senso di appartenenza. Perchè, in fondo, ormai Mezzaroma è un salernitano d'adozione e la maglia granata è cucita addosso quasi come fosse una seconda pelle. Potrete riascoltare la sua lunga intervista alle ore 18:30 sempre su OttoChannel, conoscerete tanti aspetti di un personaggio che, dopo queste parole, è entrato ancora di più nel cuore di ogni singolo tifoso granata.

Gaetano Ferraiuolo