Non c'è stato il pienone che era lecito attendersi dopo gli ottimi risultati conquistati in queste settimane, ma il pubblico di fede granata ha ancora una volta risposto presente all'appello della società. Chi però si aspettava uno stadio gremito in ogni ordine di posto è rimasto deluso, sebbene fosse in programma una gara di cartello e si giocasse di domenica per la gioia di commercianti, lavoratori e studenti. Il botteghino, però, ha fatto registrare circa 8000 paganti, numeri di rilievo che hanno fatto sorridere la proprietà e fatto schizzare ad oltre 80mila le presenze complessive per le partite interne della Salernitana. Davvero bella la scenografia con la quale la curva Sud ha accolto l'ingresso in campo delle squadre, con coriandoli bianchi e granata e la scritta "Prima di tutto la Salernitana, vinci per noi per continuare a sognare" che ha caricato ulteriormente un ambiente desiderioso di vincere ancora e di credere nella qualificazione play off. "Io ti voglio dire" il primo coro degli ultras, accompagnato dagli applausi di tutto lo stadio, mentre i calciatori chiedevano a tutto il pubblico di alzare il volume del tifo per contribuire al gol del vantaggio. Detto, fatto: Bocalon riparte, Ricci segna, l'Arechi esplode.
Nella ripresa- dopo aver dedicato uno striscione a Luca,storico tifoso della Samb in lotta tra la vita e la morte- la Sud ha continuato a spingere sulle note di "Despacito"e "Jamm a vrè", senza scomporsi nemmeno quando la Cremonese ha pareggiato sugli sviluppi di un calcio di punizione generosamente concesso dal signor Chiffi. L'Arechi ha partecipato con passione e attaccamento alla maglia nei minuti finali, chiedendo a gran voce il gol della vittoria e sognando l'ennesima impresa di una squadra che, almeno lo zoccolo duro, è riuscita a riconquistarlo. Gli altri continuano a restare a casa, stavolta non ci sono spiegazioni: la Salernitana di oggi, al di là di una classifica lusinghiera e della lunga striscia di risultati utili consecutivi, meriterebbe l'abbraccio dell'Arechi dei tempi d'oro. Che gli 11500 di oggi siano solo l'inizio...
Gaetano Ferraiuolo
