Un pareggio e tanti rimpianti. Il dodicesimo risultato utile consecutivo della Salernitana lascia in eredità un senso di ingiustizia perchè, come ha ammesso anche Claudio Lotito, i granata avrebbero ampiamente meritato la vittoria a cospetto di un avversario che, obiettivamente, per 20 minuti è stato il migliore visto a Salerno per approccio,determinazione e fraseggio. La Cremonese, come abbiamo più volte rimarcato, può rappresentare una sorpresa soltanto per chi non conosce il valore di una rosa completa in tutti i reparti e che, in attesa del recupero di Paulinho, può sicuramente puntare al salto di categoria attraverso i play off. Costa caro alla Salernitana l'ennesimo gol su palla inattiva subito durante la gestione Bollini: dall'esordio con il Bari di un anno fa ad oggi, infatti, è la diciottesima rete incassata da fermo, non può essere certo una casualità. Evidentemente la scelta di marcare a zona non sta sortendo gli effetti sperati, del resto Arini era completamente smarcato e nessun calciatore granata ha ostacolato l'indisturbata battuta a rete, favorita anche dalla dormita di un Radunovic che continua a non dare sicurezze. La speranza è che anche il preparatore dei portieri Gigi Genovese possa approfondire il lavoro con questi giocatori correggendo errori strutturali e di posizionamento che stanno costando caro in ottica classifica.
Quanto alla gara, la Salernitana è scesa in campo con l'obbligato 3-5-2: dinanzi a Radunovic spazio a Vitale, Pucino e Mantovani, con Kiyine a destra e Alex a sinistra e il terzetto Minala-Ricci-Signorelli in mediana in appoggio alla coppia d'attacco composta da Bocalon e Rodriguez. 4-3-1-2 per la Cremonese, con Picoclo alle spalle di Brighenti e Mokulu, due mezz'ali di grande qualità e pericolose negli inserimenti, Arini a garantire copertura e due terzini di spinta abili nelle sovrapposizoni. I primi 20 minuti sono tutti di marca grigiorossa, demerito di una Salernitana scollegata tra i reparti ed eccessivamente bassa con il baricentro. Non a caso i pericoli principali nascono sulla destra, con Kiyine in difficoltà in veste di terzino, puntualmente saltato e spesso costretto al fallo; per evitare situazioni di inferiorità numerica,spesso Signorelli era costretto ad allargarsi per raddoppiare lasciando scoperta la zona centrale, dove Piccolo trovava terreno fertile in due occasioni rendendosi pericolosissimo sia con la giocata individuale, poi con un bell'assist per Brighenti, ben disinnescato dal portiere di casa.
Nel finale tanti cross, ma nessun attaccante in area
Rodriguez e Bocalon, dunque, erano costretti a giocare spalle alla porta e a prendere il pallone quasi a metà campo, seguiti ad uomo da Claiton e Canini, mentre Ricci e Minala erano bravi ad allargare il gioco faticando,però, a muovere il pallone di prima e favorendo il recupero degli esterni avversari. Nel momento migliore degli ospiti ecco l'1-0 granata, in contropiede: bravissimo Bocalon a pescare Ricci in sovrapposizione, tiro di punta all'incrocio per il vantaggio campano. Da quel momento in poi un autentico monologo, con cross a ripetizione, fraseggio palla a terra, baricentro più alto, Signorelli nuovamente leader della mediana e qualche movimento senza palla dei centrocampisti che meritava miglior fortuna. Nella ripresa stesso copione, con la Salernitana bravissima a pressare, raddoppiare, chiudere ogni linea di passaggio avversaria, ma poco cinica al momento della battuta a rete. Dopo la preventivata staffetta Rodriguez-Rossi, ecco un cambio che favoriva l'attacco finale della Cremonese: fuori Bocalon, dentro Di Roberto, quasi mai nel vivo del gioco in veste di seconda punta.
Il pari nasceva da una punizione dubbia e da una situazione ancora più sospetta: Arini, come detto, veniva lasciato colpevolmente solo (i giocatori hanno indicato in Minala il calciatore deputato alla marcatura, già a Cesena aveva perso l'uomo sulla rete del 3-1), ma è evidente il fallo di Canini su Kiyine. La Salernitana reagiva con grande carattere, ma Bollini, nel momento di forcing, toglieva l'ispirato Ricci per Rizzo senza notare che Signorelli era sulle gambe e aveva bisogno di rifiatare. La presenza di Rizzo, però, permetteva ai granata di attaccare di più sulle fasce senza restare scoperti e Kiyine dimostrava che, messo in condizione di offendere, può essere devastante, peccato che in area ci fosse poca assistenza. Un 1-1 con tanti rimpianti, ma un gioco corale che piace sempre di più.
Gaetano Ferraiuolo
