Ferrarese: che ricordi quel 4-4! Piansi per il fallimento...

Il doppio ex: "La squadra sfrutti di più il fattore dodicesimo all'Arechi"

Salerno.  

Doppio ex della sfida in programma sabato pomeriggio allo stadio Tombolato tra Cittadella e Salernitana, l'ex centrocampista granata Claudio Ferrarese è stato tra gli acquisti più importanti dell'ultimo periodo targato Aliberti, un calciatore che seppe infiammare immediatamente la piazza durante la presentazione al Vestuti dell'otto agosto 2005 quando, pur venendo dal Napoli, disse di non aver mai visto una curva calorosa come di Salerno.Intercettato dai colleghi del sito "Macchiedinkiostro.it", Ferrarese ha dichiarato quanto segue partendo da quel pirotecnico 4-4 del 2011 tra Zeman e Glerean: "Ma sarebbe potuta finire anche 7-7, c’era una qualità incredibile in quella gara, è una partita di cui si sente parlare molto ancora oggi. quell’anno retrocedemmo mentre la Salernitana aveva maggiore di qualità di noi, ma ne venne fuori una partita spettacolare, tra due grandissimi allenatori. Glerean per me resta un maestro di calcio. E’ stato lui a dare una certa filosofia alla società, che anche grazie alla sua visione ha vissuto anni solidi".

Il doppio ex: "Nel 2004 allenatore non all'altezza"

Inevitabile parlare anche del presente: "Il Cittadella ha fatto un grande colpo a Palermo, la Salernitana sta facendo bene anche se ritengo stia collezionando un po’ troppi pareggi, specie all’Arechi, che deve rappresentare sempre il dodicesimo uomo, potrebbe togliersi qualche soddisfazione in più. Sicuramente può essere la gara della svolta per una delle due, perché vincendo confermerebbero le ambizioni playoff. Non voglio fare pronostici ma mi aspetto una partita molto aperta, come quella del 2001; dico 2-2 o 3-3. Se devo scegliere un giocatore dico Sprocati. E’ un esterno diverso da me, io attaccavo il fondo e mettevo cross in area, lui come tutti gli esterni di oggi tende a entrare più nel campo, anche per cercare maggiormente la conclusione. Sinceramente, però, questo ragazzo mi ha impressionato.Rosina?Per non giocare evidentemente non è in condizione".

 

Infine un aneddoto: "Sognavo di diventare capitano della Salernitana, la città mi ha davvero lasciato tanto. Avevo quattro anni di contratto, la prima stagione partimmo con un allenatore non all’altezza (Ammazzalorso, ndr), poi arrivò Gregucci e disputammo una grande serie di partite, conquistando la salvezza. Non potere capire che tristezza venire a sapere del fallimento durante il ritiro, quel giorno fu davvero brutto, lo ricordo ancora oggi. Sarei rimasto tanti altri anni, il rapporto con la piazza era speciale, ho ancora tanti amici”

Redazione Sport