A Salerno ha vissuto anni bellissimi della sua carriera, lui che accettò il progetto targato Lombardi a scatola chiusa e con grandissimo entusiasmo. Con il passare del tempo, accantonato un fastidioso infortunio, è riuscito a trascinare la Salernitana verso i play off siglando, all'Arechi, una splendida doppietta che purtroppo non bastò per tornare immediatamente in serie B. Dietro la promozione del 2007-08, però, ci fu molto della sua professionalità e del suo grande attaccamento alla maglia,valore trasmesso ad ogni singolo compagno di squadra e che gli permise di superare qualche momento di fisiologica difficoltà. Eppure la giornata della festa post Pescara fu in parte rovinata dalla scelta di Brini di non concedergli neanche un minuto preferendogli Cammarata, un gesto incomprensibile e ingeneroso nei confronti di un calciatore che, più di tutti, quella partita avrebbe dovuto giocarla. Il coro dei 30mila dell'Arechi, però, gli permise di ritrovare gioia e serenità e, negli anni, il pubblico salernitano ha imparato ad amarlo per il suo incredibile amore nei confronti della città, della tifoseria e della squadra.
Oggi lavora, e bene, per il settore giovanile e la sua speranza è di ritagliarsi uno spazio importante anche in veste di allenatore inculcando ai suoi ragazzi concetti quali senso di appartenenza, spirito di gruppo e rispetto per i colori granata.Stiamo parlando, naturalmente, di Emanuele Ferraro, intervenuto ieri sera durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì alle 21 su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) e osannato anche da alcuni tifosi che hanno telefonato in diretta da casa intonando quel "Ferraro fa gol" che per anni abbiamo ascoltato allo stadio.Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:
Come si spiega questa battuta d'arresto con il Cittadella?
"Dopo 12 risultati utili consecutivi una sconfitta ci può stare, peccato che sia capitato contro una squadra organizzata, ma alla portata della Salernitana. E' stata una gara strana, abbiamo pagato a caro prezzo due situaizoni che stanno diventando una costante. Resto dell'idea che questa squadra abbia potenzialità importanti e ancora non completamente espresse, la classifica aumenta il rimpianto perchè una vittoria poteva lanciarci definitivamente verso i play off. Il campionato è lungo, le prossime tre gare sono abboardabili e con un nuovo filotto si può chiudere il girone d'andata in una posizione privilegiata. Il livello è buono, la Salernitana può fare bene".
Come mai si subiscono tutti questi gol su palla inattiva?
"Il mister sicuramente lavora dalla mattina alla sera per risolvere questa problematica, nel caso del primo gol segnato dal Cittadella tutti sono in marcatura e coprono ogni zona, poi però qualcuno ha perso l'uomo e non c'era più la possibilità di rimediare. Manca la cattiveria nell'area di rigore, bisogna marcare con l'aggressività giusta facendo capire all'avversario che la palla non la prende. Sta ai calciatori, che scendono in campo e determinano il corso degli eventi, tirare fuori qualcosa in più. Serve una soluzione, sono troppo frequenti queste situazioni: i calci piazzati incidono tantissimo e non si possono perdere punti in questo modo".
Noti anche tu un calo di Minala?
"Un centrocampista deve andare a caccia della continuità, quando viene a mancare Minala si avverte e si fa più fatica. Non si deve addossare nessuna colpa ad un ragazzo che è un valore aggiunto e che sta facendo un campionato importante, trovando gli equilibri giusti a metà campo tornerà il giocatore che tutti conosciamo. Un periodo di appannamento ci può stare, ma è uno degli elementi fondamentali della squadra"
Tra le note liete di quest'avvio di stagione anche il rendimento delle formazioni del settore giovanile..
"Mezzaroma ha ragione quando dice che la società sta cercando di potenziare ulteriormente il vivaio, tra l'altro in una piazza importante come Salerno. Il direttore sportivo Fabiani, con i suoi collaboratori Ciardullo e Bianchi, sta inculcando i valori di meritocrazia anche in noi che guidiamo questi ragazzi. Ci tengo tantissimo alla Salernitana, voglio che i miei calciatori rappresentino con orgoglio questi colori in giro per l'Italia. Abbiamo avviato un percorso importante, la semina che stiamo facendo ci permetterà di raccogliere frutti già nei prossimi anni. Il nostro impegno è immane, ci teniamo tantissimo a ripagare la fiducia dei presidenti. Si è creato un clima giusto anche con tutti i nostri collaboratori, i ragazzi si mettono a disposizione e vogliamo tutti il bene della Salernitana. Ora ci aspetta il derby contro il Napoli a Baronissi domenica mattina, sarebbe bello battere un club così blasonato. Mi dispiace non avere a disposizione un paio di elementi importanti, ma ho trovato un gruppo con cui lavoro molto volentieri. Sono esigente, ma hanno molta voglia di crescere ed imparare: lottiamo su tutti i palloni, siamo agonisticamente cattivi e fino ad oggi faccio fatica a trovare un avversario che ci ha messo sotto"
Tornando ai "grandi", come si prepara la partita di Brescia e quanto può aiutare il pubblico granata?
."A Salerno si vive di calcio 24 ore su 24 e sappiamo benissimo quanto possa fare la differenza l'aiuto della gente, tutti dobbiamo essere consapevoli che la squadra è ottima: come dicevo prima, manca forse la consapevolezza di avere una rosa davvero importante per la categoria. Mi dispiace molto per tutti questi infortuni, la settimana scorsa è venuto meno anche un calciatore importante come Vitale che ha il carisma per guidare il reparto nei momenti di difficoltà. Lui è uno di quelli di cui non si può fare a meno, ma va detto che Popescu si è ben comportato. Perdere a Cittadella, in un ambiente molto particolare, ci può stare, ora è fondamentale ripartire sapendo che il Brescia è un osso duro, ma che è un avversario che si può battere".
Gaetano Ferraiuolo
