Una beffa! Non ci sono altre parole per definire quella che, ancora oggi, è ricordata come una delle partite più tristi e ingiuste della storia calcistica salernitana. Dopo aver conquistato tre successi consecutivi tra le mura amiche battendo rispettivamente Lazio, Perugia e Venezia mantenendo la porta inviolata, la Salernitana di Delio Rossi si recava a San Siro per affrontare l'Inter del fenomeno Ronaldo, del divin codino Roberto Baggio e di mister Simoni, fresco di vittoria della coppa Uefa e protagonista assoluto anche in Champions. Pur senza il numero 10- out per infortunio- i nerazzurri potevano contare su una rosa di primissimo livello e che, in teoria, voleva competere per lo scudetto fino alla fine per riprendersi quanto perso l'anno prima a causa di una serie di arbitraggi indirettamente favorevoli alla Juventus. Spinti da oltre 2000 tifosi, i granata però diedero spettacolo e ammutolirono il Meazza grazie a un primo tempo giocato a ritmi forsennati, con una qualità di palleggio e una facilità di conclusione a rete assolutamente disarmante. Il gol di David Di Michele al 40' fu soltanto al logica conseguenza dell'evidente superiorità granata, una rete che fece sognare ed impazzire Salerno e che lasciava presagire una domenica di gloria in uno stadio affascinante e ricco di storia.
Nella ripresa salì però in cattedra l'arbitro Rodomonti, una direzione a senso unico che fece infuriare il popolo granata. Da una decisione controversa nacque il pareggio dell'Inter: punizione dal limite calciata da Baggio, pallone respinto da Balli sulla linea, ma il fischietto abruzzese indicò il centrocampo convalidando un gol che non era mai stato fatto. Dopo 2 minuti di confusione, la rete fu annullata e si ripartì con una palla contesa da posizione pericolosa, sfociata in un'altra punizione molto dubbia a favore dei padroni di casa. La distratta Salernitana, ancora frastornata dal caos precedente, si addormentò favorendo il colpo di testa di Simeone per l'immeritato 1-1. Nel finale altro assalto granata, con un paio di occasioni ghiottissime per Di Michele e un colpo di testa di Bolic al 94' che non entrò per una questione di millimetri, preludio all'incredibile beffa targata Zanetti al minuto 96. Il capitano trafisse il mal posizionato Balli con una mazzata dai 25 metri, ma non bastò per salvare la panchina di Simoni, esonerato da Moratti per la pessima perfomance dei nerazzurri. I granata tornarono da Milano con tanti complimenti, ma enormi rimpianti: in fondo sarebbe bastato quel punto per evitare la retrocessione...
Gaetano Ferraiuolo
