Se a Cittadella avevamo parlato di un fisiologico incidente di percorso in un campo ostico per tutti e contro l'avversario più in forma della serie B, ieri a Brescia si tratta assolutamente di una sconfitta senza attenuanti. Se è vero che sul piano del gioco e delle scelte la Salernitana non aveva convinto in pieno nemmeno quando inanellava una serie di dodici risultati utili consecutivi (quasi tutti pareggi, in verità), è altrettanto vero che stavolta è venuto meno anche il famoso carattere di un gruppo che aveva, probabilmente, nascosto qualche lacuna soprattutto per quello spirito battagliero che aveva consentito ad allenatore, giocatori e società di godersi una classifica molto più interessante di quella attuale e che, ahinoi, costringe i tifosi a guardarsi anche alle spalle per evitare sgradite sorprese. La domanda è legittima: cosa sta succedendo alla Salernitana? Ci sono dei responsabili o si tratta di un semplice periodo di appannamento? La verità è che la società, pur non mettendo in discussione l'allenatore, in settimana potrebbe chiedere un confronto per capire cosa effettivamente non stia funzionando. Il calo atletico è evidente, così come è evidente che la formazione iniziale non ha fornito le garanzie necessarie, ancor di più perchè ieri non c'era l'alibi delle assenze e si poteva contare su una vasta scelta in tutti i reparti.
Mister Bollini, che ha festeggiato un anno da allenatore della Salernitana, è finito dietro la lavagna per alcune scelte discutibili e che, alla luce del risultato, dovrebbero rappresentare un motivo di riflessione per una persona intelligente e lavoratrice come lui. Partiamo dall'undici di partenza; legittimo ipotizzare un turno di riposo per uno dei tre centrocampisti, ma escludere dalla contesa quello che stava palesando i progressi maggiori-Ricci- tenendo in campo un Signorelli in costante involuzione e un Minala che non può e non deve "vivere di rendita" per il gol di Avellino è apparso un controsenso. Così come è un controsenso dire che Sprocati ed altri calciatori sono rimasti in panchina perchè reduci da infortuni di media entità salvo poi gettare nella mischia dal primo minuto un Rizzo palesemente fuori condizione e che non giocava una partita da titolare da moltissimo tempo. Proprio a centrocampo la Salernitana ha perso la partita: nessuno impostava il gioco, nessuno forniva palloni giocabili alle punte, nessuno favoriva le sovrapposizioni degli esterni e Minala, in affanno da diverse settimane, conferma di non essere una mezz'ala. Senza contare che, a questo punto, la bocciatura di Odjer è evidente e la Salernitana rischia di perdere per pochi spiccioli un calciatore appena un anno e mezzo fa ritenuto fondamentale e riscattato dal Catania per un milione di euro, investimento non di poco conto.
L'attacco è totalmente evanescente e anche in questo caso ci sono spunti di riflessione assai interessanti: quest'anno il mister, con intelligenza, ha adattato il modulo alle caratteristiche dei giocatori a disposizione dando spazio alle due punte (al momento nessuna delle tre sta brillando, Rossi compreso), ma nella scorsa stagione, in nome della tattica, è stato sacrificato un tandem offensivo di un certo livello, sicuramente più forte di quello di quest'anno. Chissà che con una gestione diversa oggi la Salernitana non avrebbe potuto avere in organico un Donnarumma in più, con motivazioni e atteggiamenti diversi. Paradossalmente la difesa è il reparto che ha fatto meno peggio, pur pagando ancora una volta le disattenzioni di un Radunovic che non ha commesso errori clamorosi, ma che pecca di comunicazione con i compagni come dimostra il gol dell'1-0 che non è frutto soltanto di una giocata azzardata di Vitale: con un pallone destinato al fallo laterale, dove stava andando un portiere che ha ancora il vizio di accennare l'uscita e poi tornare tra i pali disorientando i difensori? Il fatto che l'unica sufficienza vada a Sprocati che ha giocato 12 minuti conferma che ieri, al di là della tattica, tutti hanno sbagliato atteggiamento e non è possibile che una squadra dimentichi improvvisamente come si gioca: che quei pareggi in rimonta abbiano inciso negativamente sulla testa di una squadra che ha pensato di poter rimontare sempre e comunque e di potersi dunque permettere di andare sempre in svantaggio?
Analizzando la gara nel dettaglio, la Salernitana è scesa in campo con il 3-5-2: dinanzi a Radunovic spazio a Pucino, Mantovani e Schiavi, con Gatto a destra e Vitale a sinistra e il terzetto Signorelli-Minala-Rizzo a dare sostegno, in linea teorica, alla fase difensiva e al tandem Rossi-Bocalon. Dall'altra parte il Brescia ha risposto con un atteggiamento tattico abbastanza simile, con Bisoli costante negli inserimenti in area senza palla (un po' come Pasa la settimana scorsa a Cittadella), e la fisicità di Torregrossa preferita alla velocità di Ferrante. Primo tempo alla camomilla, 45 minuti di categoria inferiore e con pochissime emozioni. Si è capito da subito che i granata non erano in giornata, facciamo fatica a ricordare un'azione con 4-5 passaggi di fila in verticale. Come detto, la gara è stata persa a centrocampo: Signorelli sembrava un pesce fuor d'acqua e, abbassandosi troppo sulla linea difensiva, costringeva i granata a schiacciarsi troppo per buona pace delle due punte poco e mal rifornite, Minala e Rizzo sbagliavano un'infinità di appoggi, Gatto toccava il primo pallone forse dopo 20 minuti, Vitale si proponeva di più, ma era in palese giornata no.
Fase offensiva sterile, gol dell'1-0 solo colpa di Vitale?
Occasioni da gol? Quasi nulle, anche perchè il Brescia, per quanto aggressivo e più combattivo sulle seconde palle, appariva tecnicamente modestissimo. Appurate le difficoltà della Salernitana, Marino chiedeva a Bisoli di raddoppiare costantemente su Signorelli, mentre Caracciolo si allargava sulla sinistra per portarsi dietro Schiavi e lasciare scoperta la zona centrale, laddove Dall'Oglio si inseriva con intelligenza tattica e buon senso del tempo peccando al momento della conclusione. L'unico guizzo ospite era frutto di uno schema su palla inattiva: tocco di Gatto, cross sul secondo palo di Vitale, sponda di Schiavi e svirgolata di Rossi a tu per tu con Minelli. Troppo poco per meritare il vantaggio.
Nella ripresa nessuna reazione, anzi il vantaggio dei padroni di casa: dopo una doppia chiusura di Schiavi, la Salernitana si faceva trovare impreparata sugli sviluppi di un fallo laterale, ma quando non sei in giornata capita anche che un innocuo cross si trasformi nella più beffarda delle autoreti, con colpe suddivise tra chi ha fatto crossare liberamente Dall'Oglio, Vitale che poteva spazzarla nei distinti e Radunovic che camminava senza meta nell'area piccola spiazzando il compagno. L'ingresso- tardivo- di Ricci per Rizzo permetteva alla Salernitana di avanzare un po' il baricentro, meno comprensibile il cambio Rossi-Rodriguez dal momento che Bocalon ha deluso per l'ennesima volta. Soltanto il ritorno di Sprocati conferiva imprevedibilità ad una manovra lenta e prevedibile e l'ex Perugia sfiorava il pari con un bel tiro dal limite dell'area deviato in corner da Minelli. Unico tiro in porta della gara, anzi degli ultimi 225 minuti. Il raddoppio, dapprima sfiorato con Torregrossa, arrivava a 10 minuti dalla fine: contropiede perfetto orchestrato da Martinelli, sponda di Torregrossa favorita dallo scivolone di Perico e gol facile facile per Caracciolo, alla sesta marcatura nelle ultime sette gare. Campanello d'allarme o secondo incidente di percorso? Sicuramente è presto per parlare di crisi, ma gli errori iniziano ad essere evidenti e la pareggite precedente, ora, viene giudicata sotto un'altra veste. Perugia diventa già determinante per tutti...
Gaetano Ferraiuolo
