La tattica: zero idee, Bocalon esterno non convince

Pochissima spinta sulle fasce, evitabile il gol del Perugia. Un solo tiro in porta

Salerno.  

Quando mister Bollini, in conferenza stampa, analizzava la partita parlando di equilibrio tattico, buona manovra, spinta degli esterni e rammarico per la mancata vittoria gli abbiamo fatto umilmente notare che, probabilmente, i settemila dell'Arechi avevano visto un'altra gara e che la Salernitana di ieri non era molto lontana da quella bruttissima che ha perso con merito con Cittadella e Brescia. Il trainer di Poggio Rusco non ha dato nessuna spiegazione logica a questo evidente calo aggrappandosi a una disamina tattica come sempre articolata, ma che non basta a far capire ai tifosi che fine abbia fatto quella squadra garibaldina e bella di un mese e mezzo fa. Troppo clamoroso il calo fisico, troppo palese che non ci siano idee e che la Salernitana sia andata in confusione, paradossalmente proprio ora che c'è ampia scelta di uomini in tutti i reparti. Tante le scelte che hanno fatto storcere il naso alla società: dall'esclusione di Rossi a favore di un Rodriguez inguardabile alla collocazione di Gatto e Bocalon, schierato addirittura come esterno d'attacco e costretto a giocare lontanissimo dalla porta.Sarà un caro, ma l'ex Alessandria ha fatto gol non appena si è trovato in area di rigore, di fatto sull'unico pallone giocabile e nell'unico tiro nello specchio della porta.

Bollini se l'è giocata con il 3-4-3: dinanzi a Radunovic spazio a Pucino, Mantovani e Schiavi, con Ricci e Signorelli in cabina di regia, Gatto e Vitale esterni, Sprocati e Bocalon ai lati di Rodriguez, con Minala relegato in panchina per concedergli un turno di riposo. Il Perugia ha risposto con una sorta di elementare 4-3-1-2, rinunciando inizialmente all'estro di Falco e al senso del gol di Han a favore di un Cerri bravissimo ad agire tra le linee e a giocare di sponda favorendo gli inserimenti delle mezz'ali e i tagli di Di Carmine, tuttavia ben francobollato dalla retroguardia granata. Il primo tempo è stato forse peggio di quello di Brescia, 45 minuti alla camomilla e totalmente privi di emozioni anche a causa del forte vento che deviava e rallentava le traiettorie del pallone. La Salernitana faticava a manovrare con più di tre passaggi di fila e spesso si affidava ai lanci lunghi di Mantovani o a qualche iniziativa di Vitale, lontanissimo parente del giocatore ammirato per tutta la stagione. Ne conseguiva una situazione di caos totale: squadra cortissima, con ampi spazi vuoti tra la trequarti granata e quella avversaria, attaccanti costretti a girovagare per il campo a caccia di palle giocabili, esterni mai nel vivo della manovra, anche Mantovani sul centro-sinistra faceva più fatica e rischiava troppe volte l'anticipo costringendo Schiavi al raddoppio miracoloso. Tiri in porta? Zero, anche perchè si faticava a coinvolgere Sprocati, ma è a centrocampo che la Salernitana aveva pecche clamorose dal momento che nè Gatto, nè Vitale riuscivano a fare bene la fase di non possesso lasciando Signorelli e Ricci perennemente in inferiorità numerica.

Il "coraggio" di Breda ha favorito la Salernitana

Nella ripresa il forcing del Perugia si traduceva in un paio di buone occasioni, ben sventate dall'attento Adamonis. Tolto Rodriguez per Rossi la Salernitana ne guadagnava in imprevedibilità e la sbloccava al primo tiro in porta: lancio di Ricci, controllo di Sprocati, movimento di Vitale a richiamare l'attenzione del terzino umbro e traversone del fantasista granata per l'accorrente Bocalon, bravissimo a farsi trovare pronto per la sesta marcatura stagionale. Nella circostanza il Perugia ha "pagato" la scelta di Breda di inserire Falco, un giocatore di spiccate doti offensive, per il terzino Zanon, atteggiamento tattico che ha permesso ai padroni di casa di fare densità in mezzo al campo e conquistare con più disinvoltura le cosiddette seconde palle. Per una decina di minuti la Salernitana palesava una leggera supremazia, fallendo il raddoppio in contropiede: in situazione di quattro contro due Signorelli regalava il pallone all'inoperoso Nocchi.

Nel finale altri cambi: dentro Han per il Perugia e Minala per Bocalon, proprio quando serviva un centravanti che difendesse il pallone, prendesse falli e facesse salire la squadra. A quel punto la Salernitana si è consegnata nelle mani dell'avversario e non ha mai varcato la metà campo: solo Bollini non si era accorto che Gatto era esausto e che servivano forze fresche sulle destra, corsia dalla quale è nato l'1-1: Minala perde palla banalmente, Sprocati non aiuta Vitale ed entrambi permettono a Colombatto di crossare indisturbato, Pucino è fuori posizione, Gatto non fa la diagonale e la frittata è fatta. Nel finale fischi e rabbia da parte della società, stavolta tutti gli errori tecnico-tattici potrebbero davvero sfociare nel ribaltone....

Gaetano Ferraiuolo