Uno dei problemi del calciomercato, soprattutto ai tempi dei social, scaturisce dal fatto che tutti possono dire e scrivere tutto alimentando un clima di confusione totale che induce i tifosi a non fidarsi più di nessuno e a prendere poco seriamente anche il lavoro di chi, al contrario, piuttosto che sparare nomi nel mucchio attingendo dall'almanacco continua meticolosamente a lavorare attraverso verifiche, interviste e confronti con chi, questo mestiere, lo svolge da anni ed è addentro ad ogni dinamica calcistica. Sia chiaro: non ci stiamo ergendo a depositari della verità assoluta, ma allo stesso tempo, quando ci interfacciamo con i lettori, cerchiamo sempre di proporre nomi obiettivamente contattati dalla Salernitana assicurandoci che la notizia sia quanto più veritiera possibile: arrivare "primi" in nome dello scoop o spacciare per trattativa conclusa una chiacchierata informale e titolare "dietrofront" quando l'inesistente affare salta senza essere mai nato non sarà mai nel nostro stile e, da questo punto di vista, forse non ha sbagliato la società qualche settimana fa ad emettere un comunicato che invitava tutti a "non andare dietro alle voci infondate messe in giro dai procuratori affinché si faccia pubblicità gratuita ai propri assistiti".
Che ognuno tiri l'acqua al proprio mulino accade da quando esiste il mondo: l'agente, desideroso di piazzare un calciatore, può far circolare un nome veritiero e millantarne altri due a scopo promozionale, altri invece strategicamente smentiscono a prescindere con i contratti in mano già belli e firmati. Nell'epoca dei social e di internet capita anche questo e bisogna adeguarsi, con la consapevolezza che chi legge o ascolta è libero di farsi un'idea e decidere a chi credere o meno. Anche a livello nazionale, per la verità, le "bufale" di mercato hanno spesso creato aspettative false nei tifosi di tutt'Italia, molto critici con la stampa locale, ma sempre magnanimi se parlano presunti esperti che, in realtà, statisticamente ne azzeccano poche. E'chiaro che nessun professionista mette firma e faccia su notizie inventate: se un calciatore non viene più a Salerno o firma per un altro club significa semplicemente che l'operazione non è andata in porto, non che "i giornalai le inventano tutte per vendere giornali e fare click". Del resto, piuttosto che denigrare il lavoro altrui su facebook, chi non gradisce farebbe prima a cambiare canale, non comprare i giornali nè aprire un sito dallo smartphone.
Cercando anche di ironizzare un po' (in fondo parliamo di calcio e di trattative per calciatori, allenatori e ds), è comunque evidente che negli anni, per svariati motivi, ci sono dei calciatori puntualmente accostati alla Salernitana e che, una volta terminata la carriera, in realtà la maglia granata non l'hanno mai indossata. In alcuni casi si tratta di questioni meramente sfortunate (ricordiamo Coletti, Troiano e Mazzeo già a Villa San Sebastiano con il contratto firmato e poi rispediti a casa dopo ore e ore in sala d'attesa), in altri di suggestive ipotesi rimaste tali, in altri ancora di ipotesi fantacalcistiche che fanno breccia soltanto nel cuore di chi, per indole o speranza, crede davvero a tutto "perchè lo dicono i giornali". Proviamo a proporre una ipotetica top 11 di quei giocatori ogni anni avvicinati alla Salernitana prima che il destino li abbia dirottati su altri binari. In porta schieriamo Pelagotti, da qualcuno già visto con la valigia pronta in direzione Roccaporena, ma mai contrattualizzato dalla dirigenza a causa dello scetticismo di Bollini. "Sono stato a casa sua per spiegargli cosa significhi giocare a Salerno, so che ci è rimasto malissimo" disse Balli alla nostra redazione a metà luglio.
In difesa la fascia di capitano va a Gennaro Scognamiglio, davvero virtualmente granata nel 2014, con contratto già stampato in sede, ma poi protagonista di un dietrofront clamoroso che lo spinse verso Benevento. E' stata l'unica volta in cui il centrale napoletano ha avuto contatti diretti con la Salernitana, per il resto accostamenti puramente teorici e un Arechi che Scognamiglio continuerà a vedere soltanto da avversario. Come dimenticare anche il terzino Rea, il centrale Meccariello, il laziale Germoni, ma anche il giovane Altobello, in orbita granata un anno sì e l'altro pure al pari dell'altro ex Primavera Orlando senza che il ds Fabiani e i suoi predecessori avessero davvero pensato ad una trattativa. In mediana, tornando un pochino più indietro con la memoria, ecco Lucas Correa, da Gallipoli a Lanciano passando almeno quattro volte per Salerno senza che il diretto interessato lo sapesse. Fu l'estate pre promozione, quando Fabiani chiuse per Davide Saverino salvo poi registrare il passo indietro dopo la salvezza miracolosa dello Spezia dopo la vittoria per 3-2 sul campo della Juventus e lo spareggio con il Verona.
La telenovela Maniero, l'ufficialità di un Tramezzani che era....a casa sua
Sempre a centrocampo ci vengono in mente Crecco, Romizi e quel Cruciani di cui Perrone era calcisticamente innamorato, ma che Pagni liquidò così dopo una lunga trattativa: "Buon giocatore, ma non è Rijkaard". Anche due stagioni dopo, sempre su indicazione di Perrone, aveva virtualmente firmato un biennale, ma Lotito cambiò idea quando il Lanciano diede il placet per Alessandro Volpe. In attacco abbondanza di scelte: vi abbiamo detto a parte di Calaiò, per il quale è arrivata la smentita della Salernitana. Ricordiamo ancora la telenovela Tozzi Borsoi, nel 2007 anche Castaldo fu un giocatore della Salernitana secondo i mass media (proprio mentre Lombardi chiudeva per Di Napoli), nel mezzo anche Galabinov (l'agente e la Salernitana non si sono mai sentiti negli anni) e Riccardo Maniero, per il quale dovremmo quasi scrivere un articolo a parte. Nel 2015, a luglio, stava firmando, ma alzò in extremis le pretese per poi essere rispedito al mittente, ad agosto si riaprì il discorso, ma fu rinviato l'incontro dopo che il bomber aveva prenotato biglietto aereo e visite mediche. Alla fine arrivò Coda, i numeri dicono che aveva ragione la Salernitana
La scorsa estate i dubbi di Bollini orientarono la società su altri profili (ma tanti tifosi su facebook lo videro con valigia in mano sulle scale del Mediterranea), con Bocalon, Rossi e Rodriguez in rapida successione proprio quando sembrava fatta per Cacia, quel giocatore che, a detta di mister Somma, aveva detto di sì alla Lega Pro senza che i diretti interessati avessero confermato pubblicamente una tesi comunque verosimile (del resto perchè inventare una cosa del genere davanti a stampa e tifosi?). E', dunque, il bello e il brutto del mercato: un tempo al mare o in vacanza si aspettava con ansia l'uscita del giornale per leggere ufficialità e interviste, oggi con un click si può sapere tutto di tutti...ma spesso ad insaputa di una Salernitana che si ritrova con calciatori che non ha mai trattato. Dimenticavamo l'allenatore dell'ipotetico 11 ideale: non è stato un tormentone, ma affidiamo la squadra a Tramezzani, cui nome ha fatto esplodere la rabbia sui social. In pochi diedero ascolto a chi diceva che, in realtà, a Roma stava firmando Colantuono. E'andata proprio così. Voi ne ricordate qualcun'altro?
Gaetano Ferraiuolo
