Sono appena quattro i precedenti a Salerno tra la Salernitana e la Pro Vercelli, tutti particolarmente negativi per i colori granata. I campani, infatti, non sono mai riusciti a battere i piemontesi, collezionando tre sconfitte e un solo pareggio per un totale di quattro gol segnati e sette subiti. La prima sfida in assoluto risale alla lontanissima stagione 1938-39, nel campionato di serie B: Quario, Bussola e Pozzo misero al tappeto la retroguardia di casa realizzando tre reti di pregevole fattura, a nulla valsero le prodezze di Trotter e Presselli che restituirono un po' di speranza al pubblico locale senza riuscire nell'impresa di conquistare un pareggio che, tutto sommato, i granata avrebbero meritato. Non andò certamente meglio 20 anni dopo, quando a Salerno maturò il secondo ko consecutivo stavolta senza grossi rimpianti. Annata 1957-58, era il campionato di serie C e la Salernitana, nella bolgia del Vestuti, perse per 1-0 per effetto di una rete al 33' di Genovesio, abile a risolvere con un maligno tiro di destro una mischia in area di rigore sugli sviluppi di un corner. A nulla valse l'assedio dei padroni di casa nella ripresa, nel finale gli ospiti sfiorarono addirittura il raddoppio colpendo un incrocio dei pali su punizione e segnando il gol del 2-0 annullato giustamente per fuorigioco.
Arechi terra di conquista per la Pro nel campionato 2015-16. Reduce dalla vittoria sul Novara e dal pareggio in rimonta con il Latina per 2-2, la Salernitana di mister Torrente scendeva in campo nell'anticipo del venerdì accompagnata da quasi 11mila spettatori, ma con una totale emergenza nel reparto difensivo. Il trainer di Cetara, come spesso accaduto in quel tormentato girone d'andata, fu costretto a schierare Franco al centro della difesa al fianco del giovane Empereur, con Pestrin in cabina di regia e un super Donnarumma a guidare l'attacco. Dopo 20 minuti piuttosto brutti dal punto di vista tecnico e contraddistinti da tantissimi errori su entrambe le sponde, gli ospiti passarono improvvisamente in vantaggio: perfetto contropiede orchestrato da Germano, dormita generale della retroguardia di casa e inserimento preciso di Mustacchio, abile a battere l'incolpevole Strakosha, Poco dopo il portiere albanese risultò determinante su un tiro da distanza ravvicinata di Di Roberto, dimenticato da Andrea Rossi, ma troppo precipitoso nella circostanza. Nella ripresa, spinta dalla Sud, la Salernitana agguantò il pareggio al 63' grazie al quinto gol consecutivo di Alfredo Donnarumma: strepitosa la girata in piena area dell'attaccante napoletano, tiro imprendibile per il sempre attento Pigliacelli. Chi si aspettava l'assalto finale per arrivare alla vittoria rimase deluso, anzi la Pro Vercelli ebbe il merito di non abbattersi e di trovare il nuovo e definitivo vantaggio: cross dalla sinistra di Scaglia, colpo di testa perfetto di Mustacchio e pallone in fondo al sacco per l'1-2, per la gioia di mister Foscarini, in passato sempre vittorioso all'Arechi con il medesimo risultato. Nel finale rissa tra calciatori per la scelta di Milinkovic di non restituire una palla tirata fuori dal portiere bianconero presumibilmente per perdere tempo.
L'anno scorso accadde praticamente di tutto. Dinanzi a 10mila spettatori e sempre in anticipo, la Salernitana dominò per tutta la gara trovando meritatamente il vantaggio ancora con Alfredo Donnarumma, bravo e fortunato ad inserirsi tra i due difensori centrali bianconeri e a depositare il pallone in fondo al sacco. Nella ripresa, nel momento migliore dei granata, ecco il beffardo pareggio degli ospiti targato Sprocati, calciatore che, di lì a qualche settimana, firmerà proprio con la Salernitana. Squalificato per una bestemmia, Sannino guardò la partita nella tribuna stampa dell'Arechi palesando un certo malcontento per i fischi della tifoseria e per gli improperi nei suoi confronti da parte del pubblico granata, convinto che servisse un cambio di guida tecnica per migliorare la posizione in classifica. "Non avete mai visto il calcio a Salerno" avrebbe detto il trainer di Ottaviano in un momento di rabbia, frase che scatenò la rabbia della tifoseria e che spinse Sannino a dimettersi. In realtà l'ex allenatore granata giurò di non aver mai offeso la storia calcistica salernitana assicurando, ai nostri microfoni, di aver subito una vera e propria strumentalizzazione. Ad ogni modo da lì iniziò il percorso di Alberto Bollini e fa specie che, nella settimana che porta a Salernitana-Pro Vercelli, Sannino si sia dimesso in quel di Trieste.
Gaetano Ferraiuolo
