Salernitana, un lampo nel vuoto: vincere per i presenti

Unione di tutte le anime del tifo per pretendere chiarezza e programmazione

Salerno.  

Gli amici si vedono nel momento del bisogno e, mai come ora, la Salernitana avrebbe bisogno di giocare in uno stadio gremito per potersi assicurare i punti necessari per mettersi a riparo da possibili e quanto mai sgradite sorprese. Già immaginiamo i commenti che arriveranno sulla nostra pagina facebook, roba del tipo "I tifosi non giocano" e "Il pubblico non vince le partite". Persone che, probabilmente, destabilizzano per professione o che non hanno mai messo piede nel principe degli stadi, impianto che ha influito eccome sui successi del cavalluccio marino permettendo alla Salernitana di vincere gare e campionati anche a cospetto di avversari sulla carta più gettonati. Certo, avere 10-15mila persone che cantano e sventolano non basta ed è fondamentale che tutte le componenti facciano la propria parte: la società, che sul mercato poteva fare di più, dovrà garantire maggiore presenza e chiarezza, i calciatori sono obbligati a ritrovare quello spirito battagliero dell'era Bollini, Colantuono dovrà parlare meno e dimostrare con i fatti di essere un allenatore bravo, per il quale è stato giusto investire. Per ora il mister ha dato poco o nulla alla causa, parlando di mercato, episodi, errori individuali, ma senza spiegare come mai la sua Salernitana faccia fatica a segnare, subisca sempre gol e abbia una media punti assai inferiore al suo predecessore che pure le ha giocate tutte in emergenza e senza difesa.

Ora, però, non è il momento di processi e polemiche: la rosa è questa, Lotito e Mezzaroma sono difficilmente sostituibili per tanti motivi, la dirigenza è salda al suo posto su precisa indicazione societaria, l'allenatore ha un contratto tale per il quale è utopistico immaginare ribaltoni ulteriori a prescindere da come andranno le prossime e proibitive gare. Tanto vale salvare il salvabile e stringersi con ancora maggior forza vicino alla squadra, consapevoli che solo con l'apporto di tutti si potrà raggiungere l'obiettivo sperato. Se davvero si vuole spingere la proprietà a costruire un organico di livello per la prossima stagione è d'obbligo che tutte le anime del tifo, pur nel rispetto delle reciproche opinioni, remino nella stessa direzione. Non esistano i "Pro Lotito" e i "Contro Lotito", non ha senso indicare come "lecchini" chi sostiene la dirigenza o come "detrattori" quelli che hanno scelto, pur con l'abbonamento in tasca, di non andare allo stadio. Esiste solo la Salernitana. Come un tempo, come gli anni d'oro del tifo, quando nei 90 minuti si pensava esclusivamente ad aiutare la squadra ad arrivare alla vittoria. Per la maglia. Per la città. Per nient'altro. Come si può pretendere che Lotito e Mezzaroma escano allo scoperto se ognuno va per conto proprio? 

E' chiaro che l'allontanamento progressivo del pubblico ha tante spiegazioni anche assai plausibili: l'assenza di iniziative, il distacco tra la squadra e il territorio, i prezzi dei biglietti, gli errori sul mercato, il rendimento dell'ultimo mese e mezzo, alcune dichiarazioni di Lotito che non sono piaciute, i dubbi su settore giovanile e impiantistica. Ora, però, c'è Salernitana-Pro Vercelli e pensare di averla già vinta è errore che Salerno non può permettersi. Perchè un passo falso, con Spezia, Parma, Avellino, Empoli, Frosinone, Novara e Bari alle porte, sarebbe un dramma sportivo e costringerebbe davvero a guardarsi alle spalle. Si vinca, dunque, per i sempre presenti. Per i 45 che non potranno esserci e che sperano di ribaltare l'iniziale verdetto giudiziario. Per tutti coloro che, si spera, torneranno presto a gremire il principe degli stadi. Perchè lo zoccolo duro è la forza della Salernitana, ma l'Arechi pieno è davvero tanta roba e può far vincere le partite. E allora forza granata...ora più di prima!

Gaetano Ferraiuolo