Presto la salvezza. Le somme si tireranno dopo...

Il momento è difficile, bisogna sostenere la squadra

Salerno.  

Salernitana a quota 31, un calendario in salita e squadra che stenta anche contro le “piccole” Ternana e Pro Vercelli. Cosa sta succedendo? In molti se lo chiedono, senza una risposta o meglio magari ognuno ha la sua risposta. Ma dov'è la verità? Nessuno la conosce, a parte i “soliti” depositari. Si può però analizzare obiettivamente la situazione. La squadra era partita abbastanza bene, senza grosse ambizioni, tra l'altro, se non una salvezza tranquilla, almeno in partenza. Poi nel corso della prima parte del girone di andata, grazie alla maggiore brillantezza atletica e determinazione rispetto anche ad avversarie più dotate, che hanno portato a rimonte e sorpassi in corsa in alcune gare, qualcuno ha pensato che questa squadra, magari con un allenatore un po' più esperto di Bollini, potesse ambire a qualcosa di più di una salvezza tranquilla.

Il cambio tecnico Bollini-Colantuono

La soluzione? Si manda via il tecnico ex primavera della Lazio e si prende Colantuono, allenatore da buon curriculum e da esperienze anche in categoria superiore, accontentando buona parte della piazza e non solo. Non tutto, però, va per il verso giusto. I calciatori granata forse anche perchè in crisi di risultati perdono via via fiducia nei propri mezzi. Scompare la cattiveria agonistica della prima parte del torneo, non si riesce più a reagire alle “sberle” degli avversari.

Deludente mercato di gennaio

Aggiungiamo un mercato di “riparazione” (si fa per dire) mediocre e la situazione non migliora, anzi. Senza voler approfondire discorso cessioni e neo arrivi, con un bilancio che pende in negativo, anche a livello di quantità. Si, ci sono le componenti sfortuna, squalifiche e soprattutto infortuni, ma quelle c'erano anche l'anno scorso. La solidità di una squadra più forte, però era riuscita a ovviare a tutte le avversità. Ora non ci si riesce perchè l'organico di quest'anno non è dello stesso livello tecnico, rispetto a quello con Coda e Donnarumma, giusto per fare qualche nome. Inutile arrampicarsi sugli specchi, quindi. Altrettanto inutile cercare i colpevoli: quando le cose vanno male la colpa è di tutti, dai presidenti al magazziniere, passando per tecnico, direttore sportivo, giocatori, giornalisti e tifosi.

Tifosi, bisogna sostenere la squadra

Ora, però, è inutile piangere sul latte versato. Il compito della tifoseria granata è quello di sostenere la squadra. Per la maglia, non per chi l'indossa. Non andare allo stadio, è come dormire sotto il letto per far dispetto alla moglie. Lo hanno capito tanti spettatori, il cosiddetto “zoccolo duro”, ora lo devono capire gli altri, quelli che davvero tengono alla Salernitana. Sostenerla fino a salvezza acquisita matematicamente.

L'eco delle parole di Lotito

«Noi facciamo il nostro dovere. Il compito dei tifosi, invece, è di tifare e sostenere. Pensassero ad andare allo stadio, visto che in ogni partita casalinga sono sempre di meno. Pure noi allora dovremmo lamentarci: 14 milioni di euro per vedere che allo stadio non ci va nessuno», ha sostenuto patron Lotito ieri in un'intervista rilasciata a “la Città”. Il tifoso, però, potrebbe rispondere che pagare il biglietto per assistere a uno spettacolo mediocre, a voler essere buoni e non ce ne voglia Colantuono che in sala stampa non si è mostrato d'accordo con la nostra riflessione, non ne vale la pena. A nulla è servito il chiarimento del co-patron sul sito ufficiale, se non a indispettire ancora di più la piazza. Pronta la risposta della Curva Sud Siberiano: «Caro “patron” Lotito, le scatole ce le siamo rotte noi». La rottura tra tifoseria e società sembra ormai insanabile.

Salvare la categoria

Ora dopo i botta e risposta, bisogna badare al sodo. La categoria va salvata con l'aiuto di tutti. E' giunto il momento di essere tutti uniti. In un periodo così difficile, le liti, le ripicche, i dissapori costituiscono un grave handicap per il prosieguo della stagione, già dal cammino tortuoso. Eventuali processi a tempo debito, prendendo spunto proprio dalle dichiarazioni di Lotito: «Non andiamo bene? Non sono contenti? L’ho detto e lo ripeto: trovassero chi è disposto a subentrare e togliamo il disturbo». A salvezza acquisita si tireranno le somme... Ci vuole una svolta, in un senso o nell'altro. Un confronto tra la piazza e la società sarà necessario: se la programmazione non convincerà e sarà alla stregua delle precedenti, la soluzione non può essere che una, soprattutto nell'anno del centenario. Se c'è davvero intenzione di vendere da parte della proprietà, bisognerà stabilire un prezzo congruo, basato su cifre oggettive. Solo così si potranno incoraggiare eventuali acquirenti. Sparare alto, serve solo ad allontanarli ancora di più...

Maurizio Grillo