Il commercialista Antonio Sanges è stato graditissimo ospite della trasmissione “Granatissimi” in onda ogni martedì alle 21 su OttoChannel, canale 696 del digitale terrestre. Di seguito alcuni passaggi significativi della sua intervista, durante i quali si è soffermato non solo sul momento vissuto dalla Salernitana, ma anche sulle recenti dichiarazioni del presidente Claudio Lotito svelando alcuni dati interessanti relativi al bilancio:
Cosa sta succedendo alla Salernitana?
“Io non credo che si possa parlare esclusivamente di sfortuna, tutto sommato gli episodi si compensano durante l’arco di una stagione. Manca continuità di risultati: Bollini veniva contestato per i troppi pareggi, poi c’è stata la felice parentesi del derby che aveva fatto sognare l’intera tifoseria. Colantuono aveva iniziato la sua avventura con un successo in campo esterno, poi le cose non sono andate benissimo ed ora dobbiamo concretamente guardarci alle spalle per evitare sgradite sorprese. Osservando il calendario mi chiedo dove si possano fare questi punti necessari per garantirci il mantenimento della categoria. Speriamo di rivivere altre belle emozioni come il gol di Minala al 96’”
Giusto mettere in discussione l’allenatore?
“Mettetevi nei panni di un tecnico che in questo momento non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, che non sente la forza e la fiducia dell’ambiente e che deve affrontare in pochi giorni gare difficili come quelle contro Spezia e Parma. Il problema è nel reparto offensivo: Donnarumma, che a mio avviso la Salernitana doveva trattenere a tutti i costi anche per creare una plusvalenza maggiore in futuro, ha segnato il doppio del nostro attuale capocannoniere che è Sprocati, fermo a quota 8. Come si faceva a non far giocare Donnarumma l’anno scorso? A gennaio l’allenatore aspettava rinforzi, ci sono state invece molte partenze: a me è dispiaciuto anche per l’addio di Rodriguez che, giocando poco, i suoi 4 gol li aveva fatti e poteva rappresentare un personaggio positivo all’interno del gruppo e dello spogliatoio”
Cosa ne pensa della spaccatura tra Lotito e la tifoseria?
“Sono un po’ amareggiato per le parole del patron, potevano essere evitate. A mio avviso la tifoseria di Salerno è encomiabile e i numeri lo hanno ampiamente dimostrato sin dalla serie D. Oggi si parla di calo di spettatori, ma per Salernitana-Pro Vercelli c’erano 6900 tra paganti ed abbonati. Il calcio è uno spettacolo, come il teatro: si paga un biglietto se quanto proposto suscita interesse. Ad inizio campionato ogni tifoso sogna il raggiungimento di traguardi importanti, ma l’obiettivo reale lo stabilisce la società: nonostante la classifica, credo che poter contare su uno zoccolo duro di 7-8mila persone non sia roba da poco, ci sono club in massima serie che faticano a battere la torcida granata”
Lotito sottolinea sempre che ha speso 14 milioni di euro, ma quanto può aver incassato in questi anni?
“Sul piano strettamente aziendale, Lotito dice spesso le stesse cose, ma sa bene che per strategie di marketing da poter attivare, territorio e bacino d’utenza la Salernitana ha un potenziale economico secondo soltanto alle big del calcio italiano. Bisogna fare un ragionamento più ampio: Lombardi prese la società attraverso il Lodo Petrucci, partì dalla serie C, aveva l’obbligo di vincere per salire di categoria e, nel corso degli anni, non è riuscito a garantire determinati investimenti anche a causa delle ingenti risorse elargite in precedenza. Lotito, che ha preso la Salernitana in D, una volta arrivato in B ha preferito anzitutto organizzare al meglio la società salvaguardando i bilanci. Udinese, Atalanta e Chievoverona possono essere i punti di riferimento, ma per fare un progetto del genere c’è bisogno di tempo e non solo di soldi. Quanti club si sono ritrovati in A, ma sono immediatamente retrocessi perché non erano pronti per il grande salto? A mio avviso dobbiamo tenerci stretta questa società, contribuire alla salvezza della Salernitana e non sottovalutare la categoria nella quale militiamo dopo una serie di vicissitudini particolarmente complesse. Che poi la piazza di Salerno meriti traguardi ancora più prestigiosi non ci sono dubbi”
Dando uno sguardo al bilancio, cosa balza all’occhio in modo più evidente?
“Dal punto di vista economico, bisogna evidenziare che nel periodo luglio 2011-giugno 2016 gli investimenti posti in essere da Lotito e Mezzaroma nei confronti del club granata si sono quantificati in 11,3 milioni di euro, mentre il dato più significativo riguarda i ricavi da stadio che, nel periodo luglio 2011-giugno 2017 si sono quantificati per un valore di 9,2 milioni di euro. Aggiungerei un riflessione: al termine di ogni stagione tutti i club di B determinano perdita di esercizio pari a 69 milioni di euro, mediamente 2,9 per club. La Salernitana è una delle poche realtà che alla data del 30 giugno 2017 ha chiuso il proprio bilancio con un piccolissimo utile, evidentemente il club granata sta perseguendo la strada del fair play finanziario"
Se Lotito e Mezzaroma decidessero di vendere la società, quanto potrebbe valere la Salernitana?
“E’ molto difficile dirlo, è complesso valutare quanto possa costare una società calcistica. Entrano in gioco tante variabili: l’eventuale stadio di proprietà, il parco giocatori, i potenziali ricavi. Non è semplice. Avete visto che Modena, Vicenza, Arezzo ed altre realtà importanti stanno rischiando concretamente di sparire? Rinnovo il mio appello: teniamoci stretta questa serie B e vediamo cosa ci proporranno i presidenti per il futuro. Nel primo anno ci siamo salvati attraverso i play out, nella scorsa stagione la Salernitana ha chiuso a metà classifica, il terzo campionato è ancora in corso e tutti dobbiamo spingere la squadra verso l’obiettivo. Andare in serie A per salire e scendere di continuo non ha senso, è più logico porre delle basi solide. La domanda è: esiste questo tipo di progetto a Salerno?Io mi auguro di sì"
Gaetano Ferraiuolo
