Colantuono, 270 minuti per blindare la panchina

Serve la svolta nelle tre gare ravvicinate: senza vittorie non è da escludere il colpo di scena

Salerno.  

Ufficialmente blindato dalla società e difeso dalle critiche contrariamente a quanto accadeva con il suo predecessore, Stefano Colantuono sin qui ha dato davvero pochissimo alla Salernitana. Non sono opinioni, ma numeri: due vittorie (una a due giorni dal suo arrivo, quindi poco attendibile), due pareggi (contro ultima e terz'ultima) e quattro sconfitte, due delle quali tra le mura amiche contro avversari tutt'altro che irresistibili. Chi si aspettava che l'avvento di un allenatore così esperto (ma comunque reduce da un esonero e da un'esperienza fallimentare a Bari) potesse essere garanzia di acquisti importanti a gennaio e di una squadra garibaldina e con gran carattere è rimasto deluso, anzi in molti rimpiangono quella Salernitana che, almeno fino all'1-1 interno con la Cremonese, era stata capace di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo recuperando partite apparentemente compromesse e regalando pomeriggi da brividi alla tifoseria. In sala stampa, quasi sempre, Colantuono si è aggrappato agli episodi, alla sfortuna e ai torti arbitrali, dimenticando che la sua Salernitana si è progressivamente allontanata dai play off e che si trova invischiata nella lotta per evitare i play out pur avendo goduto di un calendario piuttosto favorevole. A Bollini, come detto, non veniva perdonato nulla, con Colantuono nessuno sottolinea a sufficienza che si subiscono tanti gol, che si segna pochissimo, che Sprocati gioca fuori posizione, che spesso i cambi non hanno inciso e che, quando becca gol, la Salernitana molla e non reagisce. A questo punto serve una svolta e, smentite di rito a parte, le prossime tre partite saranno decisive, con l'ex trainer di Torino e Atalanta che si gioca il suo futuro in una settimana, Se contro Spezia, Parma e Ascoli non arrivasse almeno una  vittoria, il ribaltone tecnico potrebbe essere preso concretamente in considerazione sebbene in molti sostengano che, per l'ingaggio percepito e raddoppiato per l'anno prossimo, difficilmente Lotito e Mezzaroma lo licenzieranno. Sullo sfondo, però, resta Alberto Bollini, profondamente scottato per l'esonero e, a questo punto, molto meno colpevole di quello chce si pensava...

Gaetano Ferraiuolo