Novellino: "La Salernitana deve preoccuparsi dell'Avellino"

Il mister: "Il gol di Minala una fotografia nella mente, ma è il passato. Colantuono? Un amico"

Salerno.  

Conferenza stampa di presentazione del derby da parte del tecnico Walter Novellino che, questa mattina, ha parlato così della super sfida in programma domenica pomeriggio allo stadio Arechi, occasione unica per riscattare l'amarezza della sfida d'andata decisa da un gol di Minala al 96' dopo un doppio vantaggio iniziale che aveva proiettato i biancoverdi addirittura al primo posto: "Esprimo anzitutto la mia vicinanza alla famiglia di Astori, abbiamo perso un ragazzo molto serio e ci dispiace che ci abbia lasciato. Condoglianze a tutti a nome mio e della società. Quanto alla gara di domani è un derby importante, ma mette in palio tre punti. Sarà una partita particolare, diversa dalle altre e la stiamo preparando molto bene: abbiamo recuperato quasi tutti i calciatori e ci sono i presupposti per fare bella figura all'Arechi". Novellino prosegue: "Credo che un allenatore debba trasmettere serenità in queste partite. Ad Empoli abbiamo fatto una grande partita e vorrei dare continuità: il derby è importante, ma nella nostra mente ci sono i 50 punti e dobbiamo raggiungerli quanto prima. Urlare e mettere pressione non serve, ognuno deve preparare questa gara dentro di sè sapendo che ci vorrà un po' più di sangue". 

Novellino sproca i suoi e carica l'ambiente: "Il risultato è fondamentale, noi fuori casa dobbiamo riprendere quello che abbiamo lasciato in tante partite soprattutto a causa di disattenzioni sulle palle inattive. Non è una gara come tutte quante le altre, chi arriva prima ai cento metri vince sempre. So che i tifosi ci tengono moltissimo, ma il gol di Minala rappresenta il passato, il tempo cancella tutto. E' normale pensare a quella gara, ma è passata tanta acqua sotto i punti pur sapendo che i due mesi successivi non sono stati belli. Secondo me nei momenti importanti la squadra ha sempre risposto, in questo periodo abbiamo patito moltissimo le assenze e non ci siamo mai lamentati. E' una sfida sentitissima, ma ci servono punti per la classifica: cresceremo in modo definitivo se affronteremo tutte le gare come fosse il derby. Il girone di ritorno non è come quello d'andata: passa in fretta, non possiamo perdere ulteriore terreno". 

Il tecnico: "D'Angelo ci teneva a giocare. Sfida importantissima e speciale"

Sulla situazione infortunati e sui due allenamenti in meno di Ardemagni e Lazzerini dopo il dramma Astori che li ha spinti a partecipare in prima persona al funerale: "Tocca ai dottori stabilire come stiano Castaldo e Rizzato: li vedo discretamente bene, allo staff medico l'ultima parola. Verranno convocati, fino ad ora hanno risposto bene e forse faranno una risonanza per fare il punto della situazione. Le risonanze vanno molto di moda, meno male che il nostro presidente ha le cliniche e non paghiamo molto. Abbiamo recuperato Gavazzi e Di Tacchio che avevano dei problemini, anche Morosini mi sta sorprendendo e rispetto a quello che pensavo sta meglio. Le persone intelligenti sono quelle che chiedono scusa: ho detto cose che forse non corrispondevano alla realtà. Fra un po' potremmo vedere anche lui. Quanto ad Ardemagni e Lezzerini, non li vedo da un paio di giorni: non credo, però, che un allenamento in più o un allenamento in meno possano determinare una condizione psicofisica". Sull'avversario: "Ho pensato di mettere Ngawa su Sprocati, anche se abbiamo studiato i suoi movimenti e...non posso dire oltre perchè poi scrivete tutto e non dobbiamo dare vantaggi agli avversari. La Salernitana ha Sprocati, ma anche loro devono preoccuparsi perchè io ho Bidaoui, Castaldo, Ardemagni, Molina, Gavazzi. Anche la Salernitana deve stare attenta, mica soltanto Novellino. L'assenza di D'Angelo e Cabezas? Il nostro capitano ci teneva molto, è un calciatore importante e anche ad Empoli ha dimostrato il suo valore. Per 80 minuti non ha toccato palla, ma nel momento decisivo ha fatto la differenza. Su Cabezas dovete chiedere alla società". 

Statisticamente l'ultima vittoria dell'Avellino a Salerno è storia di un marzo lontanissimo, addirittura di 45 anni fa: "Vivo con i miei pensieri quando corro, vorrei scrivere tante altre storie e non solo questa. Vorrei veramente che la mia squadra raggiungesse un traguardo importante". Sul fattore pubblico e sull'esodo di massa del popolo irpino dopo qualche settimana di distacco: "Ringrazio i nostri tifosi e spero di regalare loro una grande soddisfazione, credo che hanno soltanto bisogno di fiducia. Anche contro il Bari avrebbero risposto bene, sono convinto che riusciremo a trascinarli dalla nostra parte. E' una tifoseria che non si trova in altre società. E' vero che l'unico pensiero va alla Salernitana, ma poi giocheremo tre partite in casa consecutivamente e potrebbe essere un mese importante. Sono 26 giorni fondamentali". Sul rapporto di Colantuono, il mister risponde con simpatia ed affetto: "Io sono un terrone, lui è di San Benedetto. E' anziano come me, ci conosciamo da tempo, ci piace giocare a tennis, abbiamo amici in comune che ci parlano spesso di tattica e abbiamo spesso trascorso del tempo assieme durante l'estate". Infine ancora sul derby dell'andata: "Questa settimana ho vissuto sensazioni molto particolari. La perdita di Astori non è stata semplice. Il mio pensiero, oltre a questo dramma,  era solo concentrato nel lavorare per mettere la squadra in condizioni di far bene. Il passato bisogna metterlo alle spalle, ma è una fotografia che è ben presente e non può essere accantonata. Abbiamo tutto per poter cancellare quei 20 minuti". 

Gaetano Ferraiuolo