La grinta dell'ex: Zito carica la squadra negli spogliatoi

All'Arechi, con la maglia del'Avellino, una grande partita in quel 3-1. Ora sogna un gol decisivo

Salerno.  

Pucino da una parte, Laverone dall'altra, senza dimenticare l'infortunato Iuliano, Raffaele Biancolino e quel Colantuono che, da calciatore, indossò la maglia dei lupi segnando due reti in una sessantina di gare ufficiali. Sia da una parte, sia dall'altra sono tantissimi gli ex che renderanno ancora più interessante il derby in programma domenica pomeriggio allo stadio Arechi, un match particolarmente sentito su entrambe le sponde e che anche all'andata ha regalato emozioni fortissime grazie alla magia di Joseph Minala al 96' proprio sotto il settore riservato agli ospiti, letteralmente impazziti di gioia. C'è un giocatore, però, che questo Salernitana-Avellino vorrà goderselo più di tutti quanti gli altri, un elemento sempre associato al mercato in uscita da un anno e mezzo a questa parte, ma che ha fatto di tutto per far cambiare idea allo staff tecnico allenandosi con grande professionalità, mettendosi a disposizione dei compagni e rappresentando un punto di riferimento dentro e fuori il rettangolo verde.Stiamo parlando, naturalmente, di Antonio Zito, centrocampista assai apprezzato dalla tifoseria salernitana che, con Colantuono, è spesso sceso in campo dal primo minuto sfornando prestazioni altamente positive impreziosite anche da un gol importante contro il Venezia e da qualche assist delizioso. "Lo avessimo noi un giocatore così" commentavano i 20mila dell'Arechi quando macinò chilometri sulla fascia sinistra nel derby d'esordio di due anni fa facendo letteralmente impazzire Riccardo Colombo e tutta la retroguardia di casa propiziando la rete del momentaneo pareggio biancoverde. Chi poteva mai immaginare che quel motorino inesauribile avrebbe firmato un contratto con la Salernitana pochi mesi dopo, quando il ds Fabiani gli sottopose un triennale a cifre importanti puntando sulla sua esperienza per risollevare una squadra in piena zona retrocessione e senza anima

Nella passata stagione il suo ingresso in campo nella ripresa aiutò la Salernitana a destarsi dal torpore e con un colpo di testa in tuffo quasi sfiorò il pareggio, nel match di ritorno lo ricordiamo ancora sotto la curva Sud ad esultare insieme all'amico fraterno Improta dopo la rete del 2-0 che sembrava condannare i biancoverdi alla retrocessione. Con i giocatori avversari ha un rapporto di affetto e stima reciproca, in modo particolare con gli attaccanti Castaldo ed Ardemagni. Con il popolo irpino, invece, i rapporti si sono incrinati anche in virtù della scelta di sposare la causa granata; come dimenticare il "chi non salta è di Avellino" intonato insieme ai tifosi in diverse occasioni, segnale di grande attaccamento alla maglia della Salernitana e di totale partecipazione emotiva in concomitanza con eventi calcistici molto attesi e ricchi di fascino. Stando a quanto trapela non dovrebbe giocare dal primo minuto, ciononostante voci di corridoio sussurrano che nello spogliatoio stia caricando quotidianamente ogni singolo compagno per far capire soprattutto ai più giovani che vincere contro l'Avellino trasformerà i fischi di dieci giorni fa in applausi e potrebbe essere fondamentale per ricucire lo strappo con il popolo della Sud. Quel popolo che si aspetta tanto da lui e che sogna di vederlo esultare per la prima rete sotto la curva. Magari da ex, proprio contro l'Avellino..

Gaetano Ferraiuolo