Doppio ex della partita in programma domenica pomeriggio allo stadio Arechi tra Salernitana e Novara, Raffaele Rubino è stato intercettato dai colleghi di SalernoSport24 e ha ricordato la sua esperienza all'ombra dell'Arechi. Breve, ma molto intensa, condita da qualche gol fondamentale per il raggiungimento della salvezza e da un rapporto splendido con mister Gregucci. Ecco le sue dichiarazioni:
Oggi sei al Parma. Di cosa ti occupi nel club ducale?
“Sono il ds scout, collaboratore di Daniele Faggiano, che è il direttore sportivo del Parma. Quindi vedo tantissime partite”.
Ieri, invece, eri un attaccante… e che attaccante. Il tuo nome è legato soprattutto alla storia del Novara. Hai un singolare record che dividi con altri due attaccanti di razza...
“È stato un evento molto singolare. Fui il primo in Italia a compiere un’impresa di questo genere, segnare in tutte e quattro le categorie professionistiche. Anni dopo ci riuscì Pasciuti del Carpi. Viene nominato anche Alessandro Lucarelli ma è inesatto in quanto lui ha segnato dalla Serie D, quindi non una categoria professionistica, alla serie Serie A, quando la C2 già non esisteva più. Dal punto di vista personale è stato molto bello per me, anche perché ha consolidato un profondo legame con la città di Novara. I tifosi mi festeggiarono a lungo; sono poi il secondo marcatore di tutti i tempi del Novara (ndr 87 gol), solo Marco Romano (ndr al Novara dal 1934 al 1941, 97 gol), ha segnato più di me. Mi dispiacque non riuscire a battere quel record ma va bene così”.
A Salerno pochi mesi ma di passione. Come vivesti quel breve ma intenso periodo campano?
“Cinque mesi bellissimi. Salerno è una città dove si vive molto bene, e la tifoseria, quando vuole, smuove tutto e ti trascina. Arrivai a gennaio dal Novara, in una signora squadra che annoverava gente del calibro di Zaniolo, Bombardini, Palladino e Ferrarese. C’erano dei problemi quando arrivai ma li superammo e ci salvammo in anticipo. Sarei rimasto se la società non fosse fallita”.
La partita più bella che ricordi a Salerno?
“Beh, il 4-0 al Genoa senza dubbio. Una squadra, quella ligure, che aveva tra le sue file aveva gente come Milito e Stellone. Se non sbaglio segnai io il primo gol. E poi quei trentamila spettatori, che bello!”.
Hai lasciato amici a Salerno?
“Più che altro li ritrovai. A Salerno c’erano già dei miei amici e persone che ho ritrovato negli anni, come Gigi Genovese e Tano Pecoraro, il quale vedo che spesso a Genova”.
Il campionato che sta facendo la Salernitana un po’ ce lo aspettavamo, forse qualcosina di più all’inizio sembrava poterlo fare. Quel che ci aspettavamo però era qualcosa in più dal Novara...
“Credo che la Salernitana sia stata anche un po’ sfortunata, e poi quando non hai continuità è difficile mantenere una certa andatura. Avrebbe potuto dare fastidio parecchio. A Parma fece una gara di gran carattere; non so quali che siano gli obiettivi del club, certo è che reputo la Salernitana sempre una squadra dal gran carattere. E poi con una tifoseria come ce l’avete voi… Per quanto riguarda il Novara non saprei dirti nel dettaglio cosa sia accaduto quest’anno, era partita abbastanza bene, poi ci sono anche dei signori giocatori, vedi Pu?ca?. Negli ultimi anni ha fatto campionati di buona classifica andandosi a piazzare nelle prime otto, quest’anno le cose sembrano cambiate ma è sempre una squadra da temere”.
Chi vince crea non pochi problemi all’altro?
“Semmai se la Salernitana vincesse inguaierebbe parecchio il Novara. Detto ciò il campionato non finisce domenica e un filotto di risultati utili darebbe tutt’altra classifica, vedi il Foggia che, con l’acquisizione di Oliver Kragl, ha trovato una serie di risultati positivi tali da dare ben altra classifica alla squadra pugliese se si pensa che all’inizio faceva davvero fatica”.
Redazione Sport
