Elogiato pubblicamente dall'attaccante Alessandro Rossi, il direttore sportivo della Lazio Igli Tare ha parlato ieri pomeriggio a SportItalia del rapporto tra Lazio e Salernitana e dei tanti giovani dirottati a Salerno in questi anni. Ecco le sue parole: "Ho una idea chiara sui nostri giovani che vanno alla Salernitana. Salerno è una città esigente, i tifosi pretendono tanto. Invece c'è bisogno di aspettare, gestire i giovani senza mettergli troppa pressione. A Roma abbiamo fatto così e si sono visti i risultati. Stiamo seguendo tutti i calciatori che stanno giocando lì. Minala sta facendo bene e resterà in orbita Lazio. Inzaghi alla Salernitana due anni fa? Veniva da 7 panchine in Serie A, sapevamo che era un predestinato. Poteva andare via ma capimmo che era l'uomo giusto per la Lazio". Parole che indubbiamente rappresenteranno un argomento di discussione negli ambienti del tifo granata, soprattutto perchè in molti sottolineano quanto possa essere "controproducente" far giocare a Salerno calciatori che, mentalmente, sono già proiettati ad un futuro con la maglia biancoceleste. "Parlo per me: nella mia testa c'è solo la Salernitana e in futuro mi farebbe piacere restare" detto Rossi in esclusiva alla redazione di Granatissimi qualche giorno fa, asserendo allo stesso tempo che Tare ha sempre parlato di Salerno come una piazza da serie A che può essere un grandissimo trampolino di lancio per i giovani a prescindere dal numero di presenze collezionate. Va detto, però, che non sempre in granata sono arrivate le primissime scelte e che la stessa Lazio, eccezion fatta per Strakosha e Luiz Felipe, ha spesso "bocciato" i suoi giovani teoricamente migliori: basti pensare che i vari Capua, Ricci, Emmanuel, Denè, Adeleke, Berardi, Iannarilli, Sbraga, Mendicino, Pollace, Prce, Tounkarà, Zampa e Luciani giocano, nella ,migliore delle ipotesi, in Lega Pro e non sono mai riusciti a ritargliarsi uno spazio importante in terra capitolina. Evidentemente il problema non era Salerno...
Gaetano Ferraiuolo
