È stata una partita strana quella di ieri sera tra Salernitana ed Empoli. I granata per lunghi tratti hanno condotto il gioco in casa della capolista, ma alla fine sono stati i toscani a portare il risultato a casa, finalizzando al meglio le poche occasioni concesse dalla squadra di Colantuono. A dispetto delle premesse della vigilia, la gara del “Castellani” lascia sicuramente un po’ l’amaro in bocca, e dello stesso avviso è Daniele Balli, illustre ex del passato. Proprio da questo punto inizia la sua “chiacchierata” ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine:
«La Salernitana dovrebbe essere rammarica del risultato, più che altro in relazione a quella che è stata la prestazione dell’Empoli. Alla vigilia Andreazzoli aveva pronosticato una gara in cui la sua squadra avrebbe potuto soffrire, quasi snobbando la sfida, ed i granata avrebbero dovuto approfittare di questa situazione aggredendo con maggiore efficacia, anche perché il gioco espresso dai toscani non mi entusiasma e fare bottino pieno non era fuori portata».
Questa mancata propensione offensiva, è sintomo di una batteria d’attaccanti non all’altezza?
«Ti rispondo con un esempio: quando nel 2013 arrivò Mario Gomez alla Fiorentina, io ero in quei 25mila che al “Franchi” lo accolsero come l’acquisto che avrebbe potuto portare i viola allo scudetto. Bene, in due anni non ho visto un cross adatto ad un attaccante con quelle caratteristiche. Questo per spiegarti che non conta l’attaccante, ma la differenza la fa il centrocampo che lega le due fasi. Se a Salerno non si riesce a portare una punta sopra i venti gol, io qualche domanda me la farei, soprattutto su come questi vengono serviti o non serviti. È un po’ quello che succedeva anche a me come portiere: quando avanti hai delle difese scarse, ti senti anche tu altrettanto inadatto, di contro quando la difesa è forte, acquisti molta più sicurezza. Lo stesso discorso vale per attacco e centrocampo. Il calcio è un gioco di squadra, ed il collettivo fa la differenza».
Il collettivo però va preservato, cosa che la Salernitana, ultime campagne acquisti alla mano, stenta a fare:
«Purtroppo nel calcio moderno non è facile mantenere la stessa ossatura per un lungo arco temporale. Per quanto riguarda Salerno si potrebbe anche discutere sulle ultime dichiarazioni di Tare, riguardo i baby Lazio che in granata subiscono troppa pressione. Una soluzione potrebbe essere quella di portare a Salerno solo giocatori pronti, o quantomeno con le spalle larghe. Per chi non lo avesse capito su sponda biancoceleste, a Salerno non è facile giocare, e cercare di far esplodere il ragazzo di turno è un’arma a doppio taglio. Sarebbe più intelligente dirottare giocatori funzionali già nel presente. Mantenere un blocco importante, a cui affiancare pochi innesti mirati, sarebbe l’ideale. Non è semplice, ma nemmeno impossibile. Alcuni esempi ce li abbiamo anche in Italia, penso all’Atalanta, la quale però può contare su un grande settore giovanile, fattore determinante nel calcio moderno».
Ieri si è praticamente arenata ogni possibilità di puntare ai play-off, con che spirito di conduce questo finale di stagione:
«Bisogna giocare con spensieratezza, dare tutto ed osare in forza di una salvezza pressoché raggiunta. Solo così potranno venire fuori i valori di alcuni giocatori che fin qui non hanno reso, e magari proprio questi convinceranno i dirigenti a puntare su di loro per formare, in vista della prossima stagione, il collettivo solido di cui parlavamo prima. Bisogna evitare un altro anno in cui la Salernitana conduce l’ennesimo campionato senza mordente, con giocatori poco motivati e non utili alla causa».
Simone Gallo
