Stiamo entrando nel vivo della settimana che porta alla sfida di sabato pomeriggio tra Bari e Salernitana. Al “San Nicola” non sarà una gara facile, ma portare punti a casa non è impossibile. Uno che ci riuscì, grazie proprio ad una sua rete, è Leandro Lazzaro. L’ex attaccante granata, intervistato dal quotidiano Il Mattino, ricorda ancora bene quel giorno:
«È trascorso tantissimo tempo. Quell’anno riuscimmo a centrare diverse rimonte nel corso del campionato, proprio come quella di Bari che avvenne in uno stadio che mi impressionò molto per il suo fascino e la sua grandezza».
Il gol nel derby resta comunque il ricordo più emozionante?
«Ogni 27 di gennaio i miei amici di Salerno me lo ricordano scrivendomi messaggi o mandandomi il video. Ma quelle scene le ricordo ogni giorno perché in casa ho creato una stanza dove conservo tutte le maglie della mia carriera e anche una foto gigante dove sono con Del Grosso ed esultiamo al termine del derby. Fu un pomeriggio fantastico, servirono quattro ore per uscire dal San Paolo ma quando arrivammo in città fummo accolti da un mare di gente».
A distanza di tanti anni è riuscito a spiegarsi il perché della sua mancata esplosione con la maglia della Salernitana?
«Vignaroli fece benissimo nel ruolo di centravanti e la squadra giocava un buon calcio, eppure ero e resto convinto che con me centrale e Vignaroli spostato sulla sinistra giocassimo ancora meglio. Purtroppo l’anno dopo sbagliai ad andare via, infatti ancora oggi mia moglie me lo ricorda sempre».
Ma quale fu il reale motivo che la spinse a lasciare la Salernitana?
«Oggi dopo così tanti anni posso raccontare un aneddoto. Durante l’estate successiva Zeman mi comunicò che mi voleva lo Spartak Mosca e che avrei dovuto accettare, in ballo c’erano un bel po’di soldi e la possibilità di giocare la Champions League, ma dissi di no perché a Salerno stavo bene e da qualche tempo era anche nata mia figlia. Questa mia scelta ruppe il nostro rapporto, ricordo che non andai neppure in ritiro, ma al rientro della squadra in città provai a riconquistare il mio spazio. Purtroppo non accadde e così, sbagliando, decisi di andare alla Nocerina. Ho il rammarico di aver lasciato troppo presto la Salernitana».
Ha ancora legami con qualche suo ex compagno di squadra ai tempi della Salernitana?
«Coni social network è molto più facile riuscirci. Ogni tanto sento Botticella, mentre una settimana fa ho scambiato quattro chiacchiere con Samuele Olivi».
Nonostante la lontananza riesce a tenersi aggiornato sulle vicende della sua ex squadra?
«Sempre, seguo tutti i canali ufficiali della Salernitana e ogni weekend mi aggiorno sui risultati. Mi auguro di poterla vedere in futuro finalmente in serie A, ovviamente per riuscirci non servono soltanto i soldi ma anche un pizzico di fortuna. Ricordo ad esempio che quando andai al Tigre, serie B argentina, pur avendo una squadra costruita con poche risorse e con calciatori di categoria inferiore riuscimmo a centrare la promozione».
Ma oggi Lazzaro continua a giocare?
«Sì, gioco in un campionato che può essere paragonato al torneo d’Eccellenza e riesco ancora a fare la differenza nonostante i miei 44 anni. Ho intrapreso però anche un altro percorso, anzi due: quello da allenatore e quello da direttore sportivo. Chissà che in futuro non possa nascere una collaborazione con la Salernitana e riuscire quindi a far arrivare in granata qualche calciatore argentino di talento».
Redazione sport
