Cori contro Napoli: basta "massacrare" Pisapia!

Le scuse del giovane e la srtumentalizzazione: l'esempio piuttosto parta dai più grandi

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Salerno.  

Nelle ultime ore si sta parlando con insistenza della vicenda che ha coinvolto gli under15 della Juventus che, per festeggiare una vittoria, si sono lasciati andare ad un coro offensivo nei confronti della città di Napoli dal quale la società bianconera ha preso immediatamente le distanze predisponendo corsi di formazione per educare i propri ragazzi. Tra questi c'è anche Luciano Pisapia, giovanissimo talento cresciuto calcisticamente a Salerno anche grazie ai consigli e all'affetto del padre Massimo (entrambi super tifosi granata e grandi competenti di calcio) e dei mister della scuola calcio Piccoli Granata fondata all'epoca dal presidente Lombardi, uno che non hai mai rinnegato- contrariamente a qualche altro salernitano che ha avuto successo nella sua carriera- le proprie origini e che ha sempre palesato amore per il cavalluccio marino ed enorme senso di appartenenza per la città natia. Attraverso i social uno dei protagonisti della vicenda si è immediatamente scusato ribadendo che non c'era assolutamente la volontà di offendere il popolo partenopeo, a sua volta insorto "perchè se già a 15 anni si discrimina un territorio ed una intera città significa che il sistema è malato e non si può andare avanti così". Come al solito, però, il clamore mediatico e la strumentalizzazione stanno prendendo il sopravvento dimenticando che si tratta di ragazzini di 15 anni e non di criminali; certo, è giusto che vengano aiutati a crescere in un contesto civile, basato sul rispetto dell'avversario, delle altre tifoserie e delle regole del gioco, ma un rimprovero e un corso di formazione sono più che sufficienti per chiudere una parentesi triste, giustamente da condannare, ma che ha radici più profonde.

La curva della Juventus, ogni domenica, ha intonato il coro "Vesuvio lavali col fuoco" eppure non ricordiamo nessun dirigente bianconero andare sotto la curva per chiedere agli ultras di "cambiare canzone", Allo stesso modo non si potrà mai pretendere che i giovani crescano se Buffon, capitano della Juventus e della Nazionale, si esprime in quel modo a livello mondiale dopo l'eliminazione dalla Champions, se spesso sono i protagonisti del rettangolo verde ad intonare cori offensivi nei confronti dei rivali e se allenatori come Sarri- tanto per fare un esempio- sono stati spesso multati per frasi ritenute omofobe o comunque di dubbio gusto. Come mai quando sbagliano i più grandi, quelli mediaticamente più potenti, passa quasi tutto sotto traccia mentre ora si colpevolizza con questo accanimento un ragazzino che merita di indossare quella maglia così prestigiosa per i sacrifici fatti in questi anni, quando sotto la pioggia o con 40 gradi all'ombra si allenava da solo al Parco del Mercatello con persone anche di 10 anni più grandi d'età pur di cullare il suo sogno? Ricordiamo ancora il putiferio che si scatenò ad Avellino quando Apicella, tesserato biancoverde, esultò mostrando la maglia della Salernitana. La società irpina prese provvedimenti, quasi come se dedicare un pensiero alla squadra del cuore fosse un oltraggio. Ancora oggi vediamo genitori scatenati sugli spalti quando giocano le squadre giovanili, scene di violenza in campo anche in partite di livello internazionale, a Salerno non abbiamo certo dimenticato quel "Ti amo terrone" di Mandorlini che fu etichettato come "episodio goliardico". Ora ci si indigna perchè dei ragazzini, in un momento di euforia, hanno intonato- sbagliando- un coro che i tifosi della prima squadra cantano da anni senza essere mai sanzionati! Pisapia e tutti gli altri compagni di squadra impareranno molto da questa lezione, ma questo tiro al massacro che ha spinto ad esporsi anche esponenti del calcio nazionale (che dovrebbero occuparsi di problemi ben più seri) è intriso di retorica e parte da chi, senza saperlo, ha più colpe di chi ha cantato "Napoli usa il sapone".

Gaetano Ferraiuolo