Arechi deserto, Gregucci ha vissuto due volte quel silenzio

Contro il Venezia gli ultras diserteranno: era già accaduto nel 2004 e nel 2014

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Salerno.  

La Curva Sud Siberiano aveva chiarito la sua posizione già alla vigilia della trasferta di Livorno. Scelta che, ancor di più dopo il ko subito in terra toscana, potrebbe essere seguita dalla maggior parte dei tifosi della Salernitana, pronti a disertare lo stadio Arechi a partire dalla prossima sfida casalinga contro il Venezia. Un segnale chiaro e, attraverso il quale i gruppi ultras hanno voluto esprimere in maniera forte il proprio dissenso nei confronti di proprietà, dirigenza e squadra per un campionato, quello del centenario, che rischia di terminare in maniera anonima. Un clima che, di certo, non aiuterà l’undici allenato da Angelo Gregucci che dovrà riuscire a risollevarsi senza il sostegno del proprio pubblico. Ma che il tecnico pugliese ha già vissuto nelle precedenti due esperienze sulla panchina della Salernitana. Nella stagione 2004/2005 la Curva Sud scelse di disertare l’Arechi in occasione della gara casalinga contro il Cesena, motivando la decisione con un eloquente «Senza impegno, nessun sostegno», esposto nell’anello superiore del settore più caldo dello stadio. Una gara giocata in un clima surreale ma che i granata di Gregucci (arrivato da poche settimane) riuscirono a vincere 6-1, dando inizio a un filotto che risollevò il cavalluccio marino. Stadio deserto “vissuto” dal tecnico della Salernitana anche cinque anni fa, quando l’altalenante campionato disputato dai granata e le frizioni con la proprietà, portarono la Curva Sud a disertare la gara casalinga contro il Barletta (scelta adottata già 15 giorni prima contro il Gubbio). Anche in quel caso la Salernitana riuscì a conquistare l’intera posta in palio, vincendo 3-0, dando inizio alla rimonta che permise al cavalluccio marino di disputare i play-off nel campionato di serie C.