Salernitana, quel retrogusto amaro che soffoca la passione

Le responsabilità vanno divise, quelle di proprietà e dirigenza sembrano pesare molto di più

salernitana quel retrogusto amaro che soffoca la passione
Salerno.  

L'entusiasmo e la passione che avevano accompagnato Salerno e la Salernitana verso la sfida allo Spezia si sono sciolti in una rovente notte di piena estate, lasciando spazio soltanto all'amarezza. Un retrogusto a cui, purtroppo, il popolo granata ha fatto l'abitudine in questi ultimi cinque anni di serie B, caratterizzati da un susseguirsi di delusioni che hanno alimentato lo scetticismo della piazza. Stavolta la possibilità di sovvertire il trend è rimasta viva fino all'ultimo respiro ma, alla fine, l'esito è stato nuovamente fallimentare.

Perché nonostante Ventura abbia ribadito a più riprese che la società non gli ha mai chiesto la serie A ma soltanto di ricostruire dopo le macerie della passata stagione, nella mente del tifo granata sono rimaste stampate le parole messe nero su bianco dalla proprietà nell'aprile dello scorso anno quando furono garantiti «la determinazione e l’impegno a voler perseguire per il prossimo campionato il raggiungimento del massimo obiettivo sportivo possibile ossia la promozione in massima serie». Obiettivo che, al netto della saltuaria permanenza in zona play-off, non è mai sembrato alla portata di questa squadra, troppo discontinua e incapace di alzare l'asticella nei momenti decisivi della stagione.

Ventura ha avuto sicuramente il merito di valorizzare alcuni elementi della rosa: da Lombardi a Djuric, passando per Gondo e Akpa Akpro. La società, è evidente, si aspettava qualcosa in più dal tecnico ligure che, tuttavia, è sempre stato molto realista sul valore dei calciatori che aveva a disposizione. Di sicuro anche lui ha commesso qualche errore, non riuscendo ad essere il valore aggiunto, come il suo curriculum lasciava sperare. Ma le responsabilità vanno sempre divise e quelle di proprietà e dirigenza sembrano pesare molto di più.

Errori da cui bisognerà (ri)partire, continuando la «semina» che è stata effettuata in questo campionato, salvando quanto di buono è stato fatto e lanciando già dalle prossime ore un segnale chiaro della volontà di allestire un progetto tecnico importante. Viceversa sarà soltanto un'occasione persa.